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Le tasse di Totti
nel calembour visivo contemporaneo

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Sesta e ultima puntata della serie estiva sul calembour visivo.

"Meno tasse per Totti". Il facile gioco con le parole ironizzava con lo slogan usato da Silvio Berlusconi per vincere la campagna elettorale del 2001: "Meno tasse per tutti". Il bello (insomma) è che durante la legislatura seguente il governo Berlusconi approvò un contributo in denaro per le famiglie per neonati e qualcuno notò che Totti, diventato padre da poco, ne avrebbe potuto usufruire. Grazie a un presidente del Consiglio naturalmente propenso al calembour, "Meno tasse per Totti" era diventato un vero impegno elettorale, e davvero realizzato.

Il calembour contemporaneo ha sicuramente questo primo fronte di intervento: lo slogan pubblicitario taroccato in photoshop, in cui l'immagine ha una funzione di mascherare il gioco, aumentando l'effetto illusionistico.

Un'altra frontiera del calembour contemporaneo è quella esplorata da Massimilano Tàppari, un'ampi…
Sesta e ultima puntata della serie estiva sul calembour visivo.

"Meno tasse per Totti". Il facile gioco con le parole ironizzava con lo slogan usato da Silvio Berlusconi per vincere la campagna elettorale del 2001: "Meno tasse per tutti". Il bello (insomma) è che durante la legislatura seguente il governo Berlusconi approvò un contributo in denaro per le famiglie per neonati e qualcuno notò che Totti, diventato padre da poco, ne avrebbe potuto usufruire. Grazie a un presidente del Consiglio naturalmente propenso al calembour, "Meno tasse per Totti" era diventato un vero impegno elettorale, e davvero realizzato.

Il calembour contemporaneo ha sicuramente questo primo fronte di intervento: lo slogan pubblicitario taroccato in photoshop, in cui l'immagine ha una funzione di mascherare il gioco, aumentando l'effetto illusionistico.

Un'altra frontiera del calembour contemporaneo è quella esplorata da Massimilano Tàppari, un'ampia rassegna dei cui lavori è esposta a Camogli (Ge), alla mostra "M'immagino d'immenso", aperta sino a ottobre alla Fondazione Remotti. Tàppari fotografa oggetti, monumenti, piante in modo che ogni cosa sembri qualcos'altra: un bottone rosso sembra il naso di un maiale, una mezza molletta per i panni sembra una Ferrari, W INTER sembra proprio l'inverno inglese WINTER, anche perché è scritto sulla neve depositata su una macchina.

Un altro esploratore innovativo del mondo del calembour visivo è Gianni Zauli: artista, animatore del premio oramai storico per i Libri mai mai visti, Zauli costruisce in tre dimensioni i suoi calembour. Così fece già qualche anno fa il precursore Jacques Carelman, esponendo le versioni tridimensionali dei suoi storici "oggetti impossibili" (tra cui la celebre "Caffettiera del masochista", che ha manico e beccuccio dallo stesso lato). Zauli riprende il maestro con i suoi "Giochi a 3 dimensioni" (quest'estate sono stati in mostra a Bellaria, RN): la "Lumoka", incrocio tra lumaca e caffettiera, con lo "Scuttor", "Vespino" che è anche un taglierino o con l'"Harakiwi", kiwi che ammira i samurai e ha deciso di farla finita.