Lessico e Nuvole

Le cene di Mezzanotte

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Il lettore Carlo Mezzanotte un giorno scrive a un amico. Non ho niente da fare, sono qui che ciondolo per casa, perché non andiamo a cena una di queste sere? Beviamo un po', ci raccontiamo come va e poi parliamo di tutto. Dài, dimmi che ne pensi. Spero che combineremo, intanto salutami gli amici. Tuo, --- eccetera.

Dato che davvero non aveva niente da fare, decise di riscrivere la lettera così:

Andavo avanti, avendo appena avuto agio appoggiarmi ad angusto arredamento. Avvenne aspirazione avvisare antico amico abitante affatto adiacente, ad andare ad affettuosa adunanza avendo adito addentare avidamente articoli alimentari. Appresso, assumeremo amabili ambrosie ad aprirci accesso ad amichevoli argomentazioni, asserzioni astrali, ambigue affermazioni, assurdità assortite. Avendo adempiuto ad adeguato allertamento, aspiro aver attirato attenzione; attendo ansioso approvazione.
Adesso accommiatomi, auspicando abbondante allegria; allargo auguri anche ad ampia alleanza altri associati.
Amabilmente

E poi, una cosa tira l'altra, e quindi Mezzanotte riprese la penna::

Buongiorno!
Bastandomi banali bighellonamenti, bruscamente benintenzionato bruciommi bramosia beccare benvenuto benefico.  
Bene: blandisco buttando bozza brioso banchetto, ben bagnato blanda bisboccia brandendo bicchieri. Brinderemo beati belando brillanti battute, bizzarre bubbole, buone barzellette.
Bramo brevemente benevolo benestare. Benigno, blocco blateramenti, beneaugurando benessere; bandisca benefico brutte beghe.
Baci

Carlo Mezzanotte ha scritto inviti tautogrammatici sino alla lettera V.