Quando, due settimane fa, abbiamo visto il ricordo monovocalico dell'11 settembre dovuto a Flora Sol Accursio non mi ricordavo che dieci anni fa, poco dopo l'evento, un altro componimento, sempre monovocalico ma anche più complesso, era stato approntato da Marco Tocci (me lo ha poi ricordato la puntuale Alessandra Celano, autrice del blog di giochi verbali "Piove sul bugnato").
In una prima versione del sonetto, gli Stati Uniti erano definiti come "La landa d'Alcatraz, Altman, Frank Zappa", e facevo notare come per far funzionare bene l'endecasillabo bisogna accentare Alcatràz sull'ultima sillaba (da noi è più diffusa la pronuncia sdrucciola, che però non è quella corretta). Mi dispiace che Tocci abbia dovuto rinunciare a questo verso, che definiva gli Stati Uniti attraverso il nome di due dei suoi cittadini più libertari e di una sua grande prigione. Oggi forse Tocci aggiungerebbe il nome di Barack.
Grande ammiratore dei sonetti monovocalici di Beppe Varaldo, Tocci intitolò la sua prova "Varaldata" in omaggio all'inventore del genere letterario che certamente a noi è il più caro. Nell'autunno del 2001, quando Tocci scrisse li suo sonetto, si conosceva già il cognome (Atta) dell'organizzatore dell'attentato, suicida egli stesso, e incominciava l'invasione afgana, mentre Emergency organizzava il soccorso sanitario per i feriti di guerra. All'epoca era uscito solo sul sito di Repubblica: mi pare il caso di riprenderlo ora.
"VARALDATA. Atta ha masnada d'araba parlata: / all'alta casa manda alata latta. / Stramazza, tal all'altra: rasa, astratta. /La spada ha Manhattan trapassata. // Dal Kansas all'Alaska affannata, / la landa d'Altman, attaccata, scatta: / "la plaga afgana, là, sarà scarlatta":/ la Casa Alba avalla la sparata. // La grand'armata avanza, fa dannar, / la massa scampa alla campagna arsa, / va da Jalalabad, da Kandahar. // Barba, cappa, Ramadan, "Allah Haqbar"! / Salaam, la salma d'Haq, fatwa, la farsa... / la mala gamba Strada va a sanar".
È poi rimasto aperto un dubbio: Sarà stata la man araba a mandar l'anthrax?
In una prima versione del sonetto, gli Stati Uniti erano definiti come "La landa d'Alcatraz, Altman, Frank Zappa", e facevo notare come per far funzionare bene l'endecasillabo bisogna accentare Alcatràz sull'ultima sillaba (da noi è più diffusa la pronuncia sdrucciola, che però non è quella corretta). Mi dispiace che Tocci abbia dovuto rinunciare a questo verso, che definiva gli Stati Uniti attraverso il nome di due dei suoi cittadini più libertari e di una sua grande prigione. Oggi forse Tocci aggiungerebbe il nome di Barack.
Grande ammiratore dei sonetti monovocalici di Beppe Varaldo, Tocci intitolò la sua prova "Varaldata" in omaggio all'inventore del genere letterario che certamente a noi è il più caro. Nell'autunno del 2001, quando Tocci scrisse li suo sonetto, si conosceva già il cognome (Atta) dell'organizzatore dell'attentato, suicida egli stesso, e incominciava l'invasione afgana, mentre Emergency organizzava il soccorso sanitario per i feriti di guerra. All'epoca era uscito solo sul sito di Repubblica: mi pare il caso di riprenderlo ora.
"VARALDATA. Atta ha masnada d'araba parlata: / all'alta casa manda alata latta. / Stramazza, tal all'altra: rasa, astratta. /La spada ha Manhattan trapassata. // Dal Kansas all'Alaska affannata, / la landa d'Altman, attaccata, scatta: / "la plaga afgana, là, sarà scarlatta":/ la Casa Alba avalla la sparata. // La grand'armata avanza, fa dannar, / la massa scampa alla campagna arsa, / va da Jalalabad, da Kandahar. // Barba, cappa, Ramadan, "Allah Haqbar"! / Salaam, la salma d'Haq, fatwa, la farsa... / la mala gamba Strada va a sanar".
È poi rimasto aperto un dubbio: Sarà stata la man araba a mandar l'anthrax?