Lessico e Nuvole

Errore autorizzato

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Un mesetto fa il blog "Pazzo per Repubblica" ha beccato quello che una volta si sarebbe chiamato un "refuso":

Ladro di biciclette per fame
"La pensione non mi basta"
Roma, pensionato in manette. "Ho sbagliato lo so. Prima facevo il barbiere poi le spesse erano troppe e ho chiuso. Ora con 280 euro al mese non mangio.

    Ancora oggi si dice "refuso" ma la parola ha perso la sua motivazione originaria. Infatti il "refuso" era un carattere usato per errore nella composizione di un testo (che quindi andava "rifuso").

    Se il nome è rimasto quello,  il fenomeno è cambiato. Càpita, a volte: il "manoscritto" di un libro inedito si è chiamato così anche nel periodo in cui era di frequente un "dattiloscritto" o anche ora che si dovrebbe chiamare "videoscritto"; anche nelle cucine a piastre elettriche si parla di "accendere"  (come se ci fosse ancora il fuoco), anche per una trasmissione via cavo si parla di essere "in onda", eccetera.

    Il cambiamento di status del refuso si ha perché un errore come quello di "spesse" al posto di "spese" è chiaramente dovuto materialmente a una doppia digitazione, o meglio digitazione prolungata; ma se passa è anche perché "spesse" è una parola italiana, e i correttori ortografici non la possono riconoscere come errore. Se una parola non è malformata, un correttore automatico non può accorgersene (e anche un correttore umano può farsela più facilmente sfuggire).

    Quello che chiamiamo ancorfa refuso, insomma, è diventato un errore autorizzato. Chissà quanti altri ce ne sono.