Lessico e Nuvole

I fatti separati da Leo Pignoni

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Da un recente articolo di Antonella Mariani, per l'Avvenire, ecco un elenco di nomi plausibilmente posticci con cui sono state firmate lettere inviate alle rubriche di posta dei giornali.

    Marinella Tempesta. Casimira Colosi. Teodoro Lascella. Guido Naguzzi (turismo in moto, a un mensile di viaggi). Onesto Centochili. Alessia Monoj. Anna Mosene. Leo Pignoni. Eva Porati. Ivo Calizzi (sulla musica). Rolando Spinelli. Enrico Verato. Emma Cheroni Scotti. Chicco Basmati. Wilma Laclava. Vanna Mazzati Piccoli. Alessandro Medario. Carmelo Smeriglio di Mola di Bari, Gianni Di Piombo, Marco Tolengo, Mauro Amaldi Testa.
  
 Dato che il fenomeno sembra in continua espansione si è anche diffusa la congettura che si tratti di un solo mittente, magari un giornalista pensionato o prepensionato che conosce bene i meccanismi dei giornali e si diverte a vedere quante volte i curatori delle rubriche lasciano passare i nomi buffi. Io potrei addirittura avanzare qualche candidatura, ma in realtà non penso che sia verosimile l'ipotesi di un'unica fonte. Ma certo do ragione ad Antonella Mariani dell'Avvenire quando chiarisce che i nomi sono falsi ma sono stati utilizzati realmente: "Il lettore vinca lo scetticismo e sappia che è tutto vero: possiamo mostrare la nostra personale raccolta di email tarocche".

    Però, attenzione: l'astronomo Cielo Stellato e l'etologo Leo Pardi sono esistiti davvero. In Lessico e Nuvole ogni tanto ci viene l'uzzolo di inseguire le più sfortunate, o sciagurate, combinazioni di nome e cognome. Io ho sempre in mente la madre del mio amico Luca: raccontava che nel reparto maternità, la vicina di letto le aveva detto (la scena si è svolta a Milano, quasi cinquant'anni fa): "Beata lei, signora, che ha potuto chiamare suo figlio Luca. Piace tanto anche a me, come nome...". "Perché non ha potuto usarlo, a lei è nata una femmina?". "No, anche mio figlio è maschio. Ma noi di cognome facciamo Gava, sa com'è...". La madre del mio amico non ha capito subito. Ma poi ha colto il punto, e ha compreso la saggia, malinconica collega.