Nei primi tre giorni della settimana mi sono dilungato su enigmisti liguri e melomani. Ne ho menzionati solo alcuni. Di una generazione più giovane è Giuseppe Varaldo (pseudonimo Beppe), di Imperia: autore di palindromi, indovinelli, giochi su combinazione, ma anche scrittore del gruppo dell'Oplepo e creatore di giochi letterari innovativi e impeccabili.
Ne parlo spesso, perché è un lettore di Lessico e Nuvole, a cui invia spesso le sue mirabolanti invenzioni. È lui che ha praticato per primo l'arte del sonetto monovocalico, ed è per questo che ho dato come indicazione di genere "la Varaldata" al sonetto monovocalico che ho scritto per appoggiare, a modo mio, una battaglia che si sta svolgendo a Nuoro.
Si tratta di difendere la biblioteca Sebastiano Satta e il Consorzio per la Lettura di cui è al centro, un'esperienza di cultura diffusa e alla portata di tutti a rischio di bruschi ridimensionamenti, se non di chiusura. Immagino che maghi, fattucchiere, guru indiani, erboristi e anche ordigni enigmistici si alleino a sua difesa.
Metodi alchemici, paragnostici o enigmistici
raccolti a difesa del consorzio Sebastiano Satta
La plaga sarda s'attacca alla Satta:
farla mancar appar grama mattana!
S'ha da affrancarla, s'ha da farla sana.
A salvarla, la massa s'arrabatta.
"L'abracadabra sarà l'arma adatta":
al sabba va la brava maga arcana.
Gratta la rapa, maltratta la rana,
la cabala fatata sarà fatta.
Tal marasma par trama da Balzac:
dal mantra da Gran Lama all'agra rapa,
da càscara sagràda ad aspra bacca,
dall'anagramma all'accavallavacca,
scatta l'alarm: va fatta andar la capa
a far scampar la Satta al patatrac!