Lessico e Nuvole

Piccoli equivoci senza importanza

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Cercavo proprio l'occasione per un omaggio ad Antonio Tabucchi, e me la offre quello che forse è il titolo del suo libro che preferisco.
    
Nel libro c'ea anche un racconto che si intitolava "Rebus", ma che usava la parola più che altro in senso suggestivo. Del resto Tabucchi non amava l'enigmistica e non era a suo agio con le acrobazie lessicali e letterarie. Era severo con la letteratura combinatoria, cioè quel fastello un po' indiscriminato che si fa di autori come Queneau, Calvino e Perec. Anche a proposito del suo amatissimo Fernando Pessoa, di cui era un grande esperto, non riuscì a chiarire proprio bene la storia di un certo concorso enigmistico da cui lo scrittore portoghese sperava di ricavare una vincita in denaro. Ora sono tutti piccoli equivoci senza importanza, naturalmente. Ma nell'unica occasione che ebbi per conoscerlo, la sua antipatia per i giochi (oltre al mio timore di fare la solita figura del bizzarro) mi convinse definitivamente a non interpellarlo per risolvere una curiosità che ora mi dovrò tenere. Si sarà mai accorto che il lievissimo titolo Piccoli equivoci senza importanza ha come acronimo PESI?

Esempio di piccolo equivoco senza importanza, segnalato da Gianmaria:

"Lo spunto per scriverti arriva da un titolo ambiguo/contraddittorio di un articolo apparso oggi su repubblica.it e precisamente :
Scuola, niente file in segreteria.
Quest'anno l'iscrizione si fa online.
Secondo me c'è qualche cosa che non funziona".