La scorsa settimana parlavamo di una raccolta di palindromi di Marco Buratti (che nel titolo ingloba il titolo della precedente edizione: Da E poi Martina lavava l'anitra miope A E poi Martina affoga la goffa anitra miope, editore Liberilibri). Sono 222 frasi palindromiche, divertenti e spericolate, a volte legate all'attualità. In un punto Buratti dice di non aver notizie di palindromi monovocalici, e lì basta chiedere. A parte lo storico Accavallavacca di Marco Morello, un ottimo palindromo in A è Ama la salama! esortazione tipica del Ferrarese (dove alligna la salama da sugo). In E lo stesso Morello una settimana fa proponeva: Erede c'è, deve decedere. Si può aggiungere: I salentini sono i migliori: E s'eccelle nel Leccese. In I si conosce: Arsenali oltrefrontiera: I missili vicini, civilissimi (è anche un endecasillabo), che si anagramma in un altro palindromo endecasillabico. Fascisti sul pianerottolo: I missini civili, vicinissimi. Canto mal modulato da Yoko: Ono, tono monotono!
Certo, il problema viene con la U, con cui è già difficile comporre un testo monovocalico semplice, e cioè non palindromo. A quattro sillabe (e altrettante U) è arrivato Bob Otti che immagina il comico Benito Urgu che, in un cantiere, si impegna in una di quelle proteste su cui in realtà da ridere c'è ben poco, tanto frequenti sono diventate: Urgu su gru. Per andare oltre sembra necessario pasticciare con abbreviazioni e altri espedienti, ottenendo frasi davvero poco perspicue.
Nella versione web della rubrica abbiamo visto un po' di monovocalici (non palindromi) in U. Andrea Angiolino mi ha ricordato che il poeta Giorgio Weiss, anni fa, scrisse cinque poesie monovocaliche di tema erotico. Per quella in U ha dovuto usare una congiunzione tedesca e un'abbreviazione antico-italiana.
Lulù, un tutù blu. / Ursus, un sub zulù. "Lulù, tu!" "Tu, Ursus!" / "Un rum?" "Un brut". / "Glu glu... " "Glu glu...". / Lulù Krupp und Ursus / fûr un tutt'un sul puff d'un bus.
Spero che fosse almeno una linea extraurbana.
Certo, il problema viene con la U, con cui è già difficile comporre un testo monovocalico semplice, e cioè non palindromo. A quattro sillabe (e altrettante U) è arrivato Bob Otti che immagina il comico Benito Urgu che, in un cantiere, si impegna in una di quelle proteste su cui in realtà da ridere c'è ben poco, tanto frequenti sono diventate: Urgu su gru. Per andare oltre sembra necessario pasticciare con abbreviazioni e altri espedienti, ottenendo frasi davvero poco perspicue.
Nella versione web della rubrica abbiamo visto un po' di monovocalici (non palindromi) in U. Andrea Angiolino mi ha ricordato che il poeta Giorgio Weiss, anni fa, scrisse cinque poesie monovocaliche di tema erotico. Per quella in U ha dovuto usare una congiunzione tedesca e un'abbreviazione antico-italiana.
Lulù, un tutù blu. / Ursus, un sub zulù. "Lulù, tu!" "Tu, Ursus!" / "Un rum?" "Un brut". / "Glu glu... " "Glu glu...". / Lulù Krupp und Ursus / fûr un tutt'un sul puff d'un bus.
Spero che fosse almeno una linea extraurbana.