Lessico e Nuvole

La Taranta di Toronto / 3

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Prosegue l'analisi del modo in cui Italo Calvino, che era Italo Calvino, ha reso in italiano un paragrafo dei Fiori blu di Raymond Queneau: un'occasione per entrare nel laboratorio della traduzione dei giochi con le parole.
 
Quinta frase: Les Francs cherchaient des sols / I Franchi suonavano lire.
Queneau gioca sui seguenti doppi sensi: Francs: popolo e moneta; sols: suoli e soldi (unità monetaria precedente al franco).

Calvino rinuncia al senso che collega popolo e territorio e introduce un doppio senso in italiano (lira: moneta e strumento) che aggiungere un senso musicale.

L'isotopia monetaria di Queneau proponeva un anacronismo diretto. Il franco francese sostituì il sou o sol, quindi dire che i franchi cercano dei sol è come dire che gli euro cercano delle lire. L'anacronismo è il tema principale del romanzo, a cui si riferirà subito dopo il paragrafo in esame la frase con cui il Duca d'Auge riassume quanto ha visto: «Tutta questa storia per un po' di giochi di parole, per un po' di anacronismi: una miseria». Calvino ottiene un effetto di straniamento, non proprio anacronistico, perché lo strumento musicale della lira esisteva all'epoca delle invasioni barbariche.

Inoltre Calvino inverte la posizione delle frasi 4 e 5 di Queneau. L'elenco di Calvino infatti mette un punto dopo «I saracineschi chiudevano persiane», soluzione che sicuramente doveva aver convinto il traduttore più di «I Franchi suonavano lire». Alla fine dell'elenco, fine sia pure provvisoria, Calvino preferiva mettere un esempio meglio riuscito.
Sesta frase: et les Alains regardaient cinq Ossètes.


Il paragrafo originale di Queneau prevede una sesta frase: « et les Alains regardaient cinq Ossètes», una cui traduzione letterale sarebbe: «gli Alani guardavano cinque Osseti». Anche qui abbiamo un anacronismo diretto, perché gli Alani erano il popolo che nell'antichità occupava l'attuale Ossezia.

Il gioco di Queneau è oscurissimo, pare vertere sull'interpretazione di «... -daient cinq Ossètes» come «de 5 au 7», che a quanto pare è da considerare come l'orario pomeridiano proverbialmente dedicato agli incontri amorosi e agli adultèri.

Calvino non prova neanche a dipanare il calembour. Prende in considerazione anche un elemento quantitativo. L'elenco a tormentone è già chiaro al lettore e ha già innescato il tema dell'anacronismo basato su giochi con le parole. Non sembrandogli  pertinente dal punto di vista tematico, e venendo dopo cinque item nell'elenco, si prende la licenza di tagliare il sesto.