Lessico e Nuvole

La Taranta di Toronto / 4

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Si conclude l'analisi del modo in cui Italo Calvino, che era Italo Calvino, ha reso in italiano un paragrafo dei Fiori blu di Raymond Queneau: un'occasione per entrare nel laboratorio della traduzione dei giochi con le parole.

7.    Les Normands buvaient du calva / I Normanni bevevan Calvadòs.

Resta una settima frase, sesta per Calvino, dopo il punto: "Les Normands buvaient du calva". Questa frase non contiene un gioco, lo diventa perché ritorna tre volte in due pagine, come un tormentone o una di quelle che Queneau chiamava "rime romanzesche".

La traduzione di Calvino restituisce pianamente il senso dell'originale, ma dal punto di vista dell'espressione viene formata in modo da realizzare un endecasillabo. Per farlo, Calvino tronca un verbo; per renderlo certo e visibile, aggiunge un segnaccento sulla o di calvadòs, a evitare la pronuncia, scorretta ma possibile in italiano, "Càlvados": I Normanni bevevan Calvadòs. La frase è un endecasillabo, il lettore è messo nella condizione di accorgersene anche se non ha orecchio per la metrica. Si può pensare che l'accorgimento risponda a due ordini logici, uno consapevole l'altro forse meno. Questa frase di Queneau diventa un gioco in quanto verrà ripetuta: trasformandola (platealmente) in un verso, Calvino ne segnala questo carattere di elemento destinato alla ripetizione, unità metrica e dunque potenziale cellula di memoria. Meno consapevolmente, dare carattere metrico a una frase di banalità quasi svagata significa conferirle consistenza, legittimarne la gratuità suggerendo al lettore, sia pure ironicamente: è poesia.

Conclusioni: traduce letteralmente tre frasi (1., 3., 7.), due delle quali (1. e 7., la prima e l'ultima) con differenze grafiche e di punteggiatura. In due casi (4. e 5.), non potendo rendere uno dei sensi coinvolti nel calembour, lo sostituisce. In un caso (2.) rinuncia a una linea di senso. Rinuncia alla traduzione di una frase (6.). Inverte infine l'ordine delle frasi 4. e 5., plausibilmente per giungere alla chiusura della prima parte dell'elenco di Queneau con un esempio più convincente.