Lessico e Nuvole

Ossetti per Ossezi

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"... et les Alains regardaient cinq Ossètes".

Questa la frase più misteriosa di un certo paragrafo de Les fleurs bleues di Raymond Queneau, l'unica che Italo Calvino abbia rinunciato a tradurre.

Il problema è che non si capisce molto bene che gioco avesse in mente Queneau, a parte il riferimento al popolo degli Alani, antichi abitanti dell'attuale Ossezia.

Se ne è parlato martedì 17aprile e con mia (lietissima) sorpresa ho scoperto che l'affaire non incuriosisce solo me. Mi ha per esempio scritto Matteo Gnuffi : " Banalmente, il termine "Ossètes" non potrebbe essere interpretato come un italianismo (storpiato) del diminutivo di ossi (che correttamente sarebbe "osselets", cioè ossicini)? La frase tradotta diventerebbe: gli Alani (intesi come cani) guardavano cinque ossetti".

Quasi come se avesse ricevuto lei questa email di Gnuffi, Sara Centili mi ha scritto un'email che risponde al quesito:

"Una volta, in un laboratorio di francese dell'Università di Chieti, avevo proposto la lettura parallela del testo di Queneau e di Calvino dei Fleurs bleues. Arrivati ai problematici cinque osseti, una studentessa aveva proposto una lettura alternativa, di cui non ho mai verificato una possibile fondatezza. Gli Alani, oltre che popolo, sono dei cani, e allora gli osseti... perché non degli ossi?
In realtà il diminutivo di "os" in francese è "osselet", ma la forma "osset" è esistita. Certo, non "ossète" (con T pronunciata), anche se l'effettivo assoluto dileguo delle consonanti finali in francese antico resta soggetto di discussione.

Quello che funziona in questa interpretazione è che si sfrutta - come nel resto della lista - il doppio senso, come nome comune, di un nome di popolo.

Niente male secondo me anche la proposta che era emersa rispetto ai saraceni che mietevano avena: "il gran Turco batteva il Saraceno"".