Ci sono giochi che ritornano, ricorsivamente. Intendo dire che in venticinque anni di rubriche giochi non è mai passato troppo tempo prima che un lettore mi mandasse il gioco "lascia l'ascia, accetta l'accetta", che è certamente uno dei giochi di parole italiani più diffusi.
Negli stessi giorni, Giambattista Torti mi scrive: "Lascia la scia" e Valter Benigni mi manda una lista di esempi, tutti "a senso continuativo", cioè connessi sintatticamente in una frase unica:
Solidarietà juventina
Con te, Conte
Lei fa un matrimonio di interesse
Per le perle
Ho aperto l'ostrica...
Là per là... la perla
Come ve li servo, i vostri gelati?
Con i coni
Le facevo meno stupide
O, che oche!
Viso pallido
A nemico anemico...
Riccone
Con tanti contanti.
Negli stessi giorni, Giambattista Torti mi scrive: "Lascia la scia" e Valter Benigni mi manda una lista di esempi, tutti "a senso continuativo", cioè connessi sintatticamente in una frase unica:
Solidarietà juventina
Con te, Conte
Lei fa un matrimonio di interesse
Per le perle
Ho aperto l'ostrica...
Là per là... la perla
Come ve li servo, i vostri gelati?
Con i coni
Le facevo meno stupide
O, che oche!
Viso pallido
A nemico anemico...
Riccone
Con tanti contanti.