Nello scorso maggio Repubblica.it ha diffuso le riproduzioni fotografiche di alcuni appunti dei servizi segreti in merito al sequestro di Aldo Moro. Quello che interessa l'enigmista dice: "Alle ore 7,45 dell'8 maggio 1978 è stata intercettata una conversazione radiotelefonica tra un sedicente giornalista e la redazione del GR2 nel corso della quale il giornalista stesso ha comunicato che i brigatisti avrebbero telefonato al parroco dell'Abbazia di Novarese perché rendesse noti due messaggi: il primo indirizzato alla signora Moro con la parola d'ordine "Il mandarino è marcio" [...]. Anagrammando la parola d'ordine anzidetta, la Sezione Crypto ha ricavato la frase "Il cane morirà domani" che potrebbe essere messa in relazione con la tragica conclusione della vicenda Moro".
Si trattava dell'abbazia di Novalesa (l'ortografia non è il forte dei servizi) in Val di Susa. Mi ricordo che la frase aveva impressionato Giorgio Calcagno. Giornalista culturale (della Stampa) e scrittore, Calcagno era anche curioso di enigmistica e in più, valsusino egli stesso, conosceva l'abbazia e forse anche il religioso coinvolto. Mi aveva consultato: "Ma secondo te questo anagramma non è un caso eccezionale"? Ho cercato di illustrargli le ragioni del mio scetticismo evocando i concetti di combinatoria ed entropia e il principio di indeterminazione anagrammatica, con adeguate citazioni da Leibnitz, Prigogine e Borges. Il punto è: se ti dico che ti manderò un messaggio criptato, anagramma del mio vero messaggio, e poi ti scrivo: teatro perché tu dovresti capire attore e non oretta o ettaro? Sarei stato più convincente se avessi pensato di sottoporgli frasi come "Moro è in mani radical" o addirittura "Ammainare il Crodino!". Me le insegna Marco Rosa Salva, assieme a "Moro mi indica la nera" (sottinteso: pista), "M'innamorai del Cairo" (scenario mediorientale); "Cardinale, animi Moro" (scenario vaticano). Tutti anagrammi alternativi di "Il mandarino è marcio". La fantastica Sezione Crypto li avrà adeguatamente soppesati, a suo tempo?
Si trattava dell'abbazia di Novalesa (l'ortografia non è il forte dei servizi) in Val di Susa. Mi ricordo che la frase aveva impressionato Giorgio Calcagno. Giornalista culturale (della Stampa) e scrittore, Calcagno era anche curioso di enigmistica e in più, valsusino egli stesso, conosceva l'abbazia e forse anche il religioso coinvolto. Mi aveva consultato: "Ma secondo te questo anagramma non è un caso eccezionale"? Ho cercato di illustrargli le ragioni del mio scetticismo evocando i concetti di combinatoria ed entropia e il principio di indeterminazione anagrammatica, con adeguate citazioni da Leibnitz, Prigogine e Borges. Il punto è: se ti dico che ti manderò un messaggio criptato, anagramma del mio vero messaggio, e poi ti scrivo: teatro perché tu dovresti capire attore e non oretta o ettaro? Sarei stato più convincente se avessi pensato di sottoporgli frasi come "Moro è in mani radical" o addirittura "Ammainare il Crodino!". Me le insegna Marco Rosa Salva, assieme a "Moro mi indica la nera" (sottinteso: pista), "M'innamorai del Cairo" (scenario mediorientale); "Cardinale, animi Moro" (scenario vaticano). Tutti anagrammi alternativi di "Il mandarino è marcio". La fantastica Sezione Crypto li avrà adeguatamente soppesati, a suo tempo?