Lessico e Nuvole

Erano potenti e forti...

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La sera del 7 giugno, alle ore 19:34, Ferruccio de Bortoli impugnò il suo iPad, aprì l'applicazione Twitter e batté un tweet composto da sole sei parole (tre delle quali erano la ripetizione della medesima): "Poteri forti, poteri storti, poteri morti". Tutti gli osservatori si fermarono alle apparenze e attribuirono il peculiare messaggio del direttore del Corriere della Sera alla volontà di rispondere alle parole che in quei minuti il presidente del Consiglio Mario Monti (già storico collaboratore del quotidiano milanese) stava pronunciando a proposito del perduto appoggio appunto dei "cosiddetti poteri forti" al governo Monti, con un riferimento molto chiaro proprio al Corriere della Sera.

In realtà negli stessi minuti veniva consegnata alla redazione del Venerdì la puntata di Lessico & Nuvole uscita nel numero del 22 giugno e per un caso abbastanza inquietante di spionaggio redazionale (caso su cui non mancherò di indagare) de Bortoli ha potuto conoscere in presa diretta il gioco della settimana, che riguardava il coefficiente di trasformabilità delle parole.

Essendo un esordiente ha variato correttamente forti in morti, ma poi ha detto storti anziché torti (non è possibile aggiungere una lettera, giocando a questo gioco). Ma è chiaro che de Bortoli abbia voluto proporre la parola forti.

Che coefficiente di trasformabilità ha, forti? Io trovo questi cambi di lettera possibili: forti, Corti, Morti, Porti, Sorti, Torti, fArti, fUrti, foLti, foNti, foSti, foTti, forAi, forCi (arcaico per forbici) forGi, forLì,  forMi, forNi, forZi, fortE: diciannove parole di cinque lettere l'una danno un coefficiente di 20/5, pari a 4. Un risultato certamente rispettabile.

Ancora più audacemente, il direttore de Bortoli avrebbe potuto collegare i poteri Forti allo stesso premier Monti, passando da uno dei termini usati nel suo tweet: poteri Forti, poteri Morti, poteri moNti. E poi tornare indietro, passando dalle fonti giornalistiche: poteri Monti, poteri Fonti, poteri foRti. Perché a volte le lettere cambiano perché tutto resti come è.