Lessico e Nuvole

"Augel idea va, e dilegua" / 2

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Nella prima settimana di settembre Lessico e Nuvole recupera le puntate di una serie su Arrigo Boito e i palindromi uscita sui Venerdì di agosto.

Neppure un dottorando, un nerd della filologia, un precario in odore di concorso sarà mai stato felice - e quando dico felice, intendo proprio dire felice - di passare il Ferragosto alle prese con un numero di trentacinque anni fa della rivista Strumenti critici. Veneranda istituzione dell'università pavese, malgrado il suo formato comodamente compatto, la rivista non è propriamente la lettura da spiaggia che in effetti nessuno ritiene essere. Bravi, tenetevi le vostre illusorie sfumature di colori e i vampiri. Io mi metto un po' di crema ad alta protezione e riprendo a leggere golosamente.
    
"Data da citta non attica. Nell'arte mia, mio, voi, emulo lume, sempre io, voi odo, lodo, come lodo, odo e lodo e lodole lodanti (o amabil arte!) l'etra mattutina. Alle rose sorella è la florita penna di De Roberto; otre B. o Redi, di vento parmi al paragon!...". Cos'è che mi fa ridere e fremere? È una delle lettere inedite di Arrigo Boito al letterato Federico De Roberto, scritte a partire dal 1894, tutte trapunte di segmenti palindromici (data d /a città non attica; emulo lume; odo, lodo; arte l'etra; alle rose sorella; i de Roberto; otre B. o Redi: non sono riuscito a sciogliere la sigla B. o, non essendo stato Francesco Redi né benedettino né baronetto, almeno che io sappia).
    
Prosegue e racconta, alternando palindromi e allitterazione, che "ad una nuda" (palindromo) "dama d'Amsterdam sul macadama" (allitterazione in dam) aveva detto "agape paga" (palindromo) chi ti s'accoppia... E poi la nomina: "O Lucia Hollebut!". Tenetevi le vostre sfumature di grigio, ripeto! Io vado avanti con Boito, che ora avverte il suo destinatario con "una gaja sentenza": "Triste l'uom ch'ama fama / Lieto l'uom ch'ama dama" e poi firma scrivendo: "Mon nom. Arrigo Boito". Ama fama, ama dama, mon nom son altrettanti palindromi (l'ultimo in francese). Poco prima, già palindromando in francese, Boito aveva chiesto: "Pourquoi revers rever?" Perché sognare al contrario? Azzardo io una risposta. Forse perché così "è rango sognare".