"Augel idea va, e dilegua" / 2
Nella prima settimana di settembre Lessico e Nuvole recupera le puntate di una serie su Arrigo Boito e i palindromi uscita sui Venerdì di agosto.
Neppure un dottorando, un nerd della filologia, un precario in odore di concorso sarà mai stato felice - e quando dico felice, intendo proprio dire felice - di passare il Ferragosto alle prese con un numero di trentacinque anni fa della rivista Strumenti critici. Veneranda istituzione dell'università pavese, malgrado il suo formato comodamente compatto, la rivista non è propriamente la lettura da spiaggia che in effetti nessuno ritiene essere. Bravi, tenetevi le vostre illusorie sfumature di colori e i vampiri. Io mi metto un po' di crema ad alta protezione e riprendo a leggere golosamente.
"Data da citta non attica. Nell'arte mia, mio, voi, emulo lume, sempre io, voi odo, lodo, come lodo, odo e lodo e lodole lodanti (o amabil arte!) l'etra mattutina. Alle rose sorella è la florita pe…
Neppure un dottorando, un nerd della filologia, un precario in odore di concorso sarà mai stato felice - e quando dico felice, intendo proprio dire felice - di passare il Ferragosto alle prese con un numero di trentacinque anni fa della rivista Strumenti critici. Veneranda istituzione dell'università pavese, malgrado il suo formato comodamente compatto, la rivista non è propriamente la lettura da spiaggia che in effetti nessuno ritiene essere. Bravi, tenetevi le vostre illusorie sfumature di colori e i vampiri. Io mi metto un po' di crema ad alta protezione e riprendo a leggere golosamente.
"Data da citta non attica. Nell'arte mia, mio, voi, emulo lume, sempre io, voi odo, lodo, come lodo, odo e lodo e lodole lodanti (o amabil arte!) l'etra mattutina. Alle rose sorella è la florita pe…
Nella prima settimana di settembre Lessico e Nuvole recupera le puntate di una serie su Arrigo Boito e i palindromi uscita sui Venerdì di agosto.
Neppure un dottorando, un nerd della filologia, un precario in odore di concorso sarà mai stato felice - e quando dico felice, intendo proprio dire felice - di passare il Ferragosto alle prese con un numero di trentacinque anni fa della rivista Strumenti critici. Veneranda istituzione dell'università pavese, malgrado il suo formato comodamente compatto, la rivista non è propriamente la lettura da spiaggia che in effetti nessuno ritiene essere. Bravi, tenetevi le vostre illusorie sfumature di colori e i vampiri. Io mi metto un po' di crema ad alta protezione e riprendo a leggere golosamente.
"Data da citta non attica. Nell'arte mia, mio, voi, emulo lume, sempre io, voi odo, lodo, come lodo, odo e lodo e lodole lodanti (o amabil arte!) l'etra mattutina. Alle rose sorella è la florita penna di De Roberto; otre B. o Redi, di vento parmi al paragon!...". Cos'è che mi fa ridere e fremere? È una delle lettere inedite di Arrigo Boito al letterato Federico De Roberto, scritte a partire dal 1894, tutte trapunte di segmenti palindromici (data d /a città non attica; emulo lume; odo, lodo; arte l'etra; alle rose sorella; i de Roberto; otre B. o Redi: non sono riuscito a sciogliere la sigla B. o, non essendo stato Francesco Redi né benedettino né baronetto, almeno che io sappia).
Prosegue e racconta, alternando palindromi e allitterazione, che "ad una nuda" (palindromo) "dama d'Amsterdam sul macadama" (allitterazione in dam) aveva detto "agape paga" (palindromo) chi ti s'accoppia... E poi la nomina: "O Lucia Hollebut!". Tenetevi le vostre sfumature di grigio, ripeto! Io vado avanti con Boito, che ora avverte il suo destinatario con "una gaja sentenza": "Triste l'uom ch'ama fama / Lieto l'uom ch'ama dama" e poi firma scrivendo: "Mon nom. Arrigo Boito". Ama fama, ama dama, mon nom son altrettanti palindromi (l'ultimo in francese). Poco prima, già palindromando in francese, Boito aveva chiesto: "Pourquoi revers rever?" Perché sognare al contrario? Azzardo io una risposta. Forse perché così "è rango sognare".
Neppure un dottorando, un nerd della filologia, un precario in odore di concorso sarà mai stato felice - e quando dico felice, intendo proprio dire felice - di passare il Ferragosto alle prese con un numero di trentacinque anni fa della rivista Strumenti critici. Veneranda istituzione dell'università pavese, malgrado il suo formato comodamente compatto, la rivista non è propriamente la lettura da spiaggia che in effetti nessuno ritiene essere. Bravi, tenetevi le vostre illusorie sfumature di colori e i vampiri. Io mi metto un po' di crema ad alta protezione e riprendo a leggere golosamente.
"Data da citta non attica. Nell'arte mia, mio, voi, emulo lume, sempre io, voi odo, lodo, come lodo, odo e lodo e lodole lodanti (o amabil arte!) l'etra mattutina. Alle rose sorella è la florita penna di De Roberto; otre B. o Redi, di vento parmi al paragon!...". Cos'è che mi fa ridere e fremere? È una delle lettere inedite di Arrigo Boito al letterato Federico De Roberto, scritte a partire dal 1894, tutte trapunte di segmenti palindromici (data d /a città non attica; emulo lume; odo, lodo; arte l'etra; alle rose sorella; i de Roberto; otre B. o Redi: non sono riuscito a sciogliere la sigla B. o, non essendo stato Francesco Redi né benedettino né baronetto, almeno che io sappia).
Prosegue e racconta, alternando palindromi e allitterazione, che "ad una nuda" (palindromo) "dama d'Amsterdam sul macadama" (allitterazione in dam) aveva detto "agape paga" (palindromo) chi ti s'accoppia... E poi la nomina: "O Lucia Hollebut!". Tenetevi le vostre sfumature di grigio, ripeto! Io vado avanti con Boito, che ora avverte il suo destinatario con "una gaja sentenza": "Triste l'uom ch'ama fama / Lieto l'uom ch'ama dama" e poi firma scrivendo: "Mon nom. Arrigo Boito". Ama fama, ama dama, mon nom son altrettanti palindromi (l'ultimo in francese). Poco prima, già palindromando in francese, Boito aveva chiesto: "Pourquoi revers rever?" Perché sognare al contrario? Azzardo io una risposta. Forse perché così "è rango sognare".