Nell'ultima puntata del venerdì parlavo di Cesare Strazza. Anche lui, dopo Boito, meriterebbe uno studio ben più approfondito. Ma non è che di lui si sappia molto. Era un enigmista, nato nel 1878 e morto nel 1995; praticava sotto lo pseudonimo di "il Longobardo" anche se era toscano (ma aveva vissuto a lungo a Milano). Cinque anni dopo la sua morte, nel 1960, una rivista enigmistica, morta pure quella (era la Corte di Salomone), riprese le pubblicazioni per un solo numero, tutto dedicato a Strazza: qualche articolo in stile commemorativo, senza troppe notizie, e duecento giochi enigmistici.
Il gioco enigmistico più famoso di Strazza è l'anagramma: "L'Aldilà misterioso = assillo dei mortali": uno dei più begli anagrammi mai composti in lingua italiana. Famoso anche il caso di quando un altro enigmista, Alberto Rastrelli, aveva detto in anagramma: "Il peggiore dei mali = è di pigliare moglie" e allo Strazza gli rispose fulmineo: "Ed il pigliar marito = ti par l'idea miglior?". Questa a me entusiasma meno: primo, per l'umorismo veramente obsoleto sul matrimonio; secondo, perché pigliare moglie o marito sembra un'alternativa per la stessa persona, il che è assurdo; terzo, perché la risposta di Strazza non mi sembra poi un gran che, come sintassi. Ma sto avanzando riserve su qualcosa che invece è considerata un grandissimo capolavoro dell'anagrammatica italiana. Nel mio piccolo, mi sento come Giampaolo Dossena, quando nel secondo volume della sua Storia confidenziale della letteratura italiana, aveva stroncato nientemeno che le opere di Boccaccio. E così ho anche trovato la scusa per annunciare che quel capolavoro di Dossena è stato ripubblicato dalla Bur, in edizione economica e in due soli volumi (che riproducono tutti i quattro originari, con l'aggiunta di una prefazione che posso dichiarare inessenziale, avendola firmata).
Di Strazza penso che a Dossena e al suo alter ego colonnello Mario Zaverio Rossi sarebbe piaciuta la seguente "frase doppia": "avevate diversi sicari = ave, vate di versi sì cari!".