Lessico e Nuvole

Stoneskimming
 

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Finite le frasi matte scolastiche, continuo a tenere per il giovedì qualche materiale stravagante. Ora è la volta di una lettera di Valentino Eletti, arrivata più di un mese fa, quando in Italia era ancora estate.

Il giorno 23 settembre - sicuramente domenica, probabilmente piovosa - si terrà ad Easdale  Island, nord della Scozia, una competizione sportiva che ha il nome di world stone skimming championships (il sito). Si può tradurre come il campionato mondiale del lancio delle pietre sull’acqua. In inglese è più semplice esprimere il concetto di 'far rimbalzare qualcosa su una superficie'. Basta usare il verbo to skim, noto forse nella sua accezione da supermercato - skimmed milk, latte scremato - ma anche l’azione dello scremare prevede la capacità di tagliare via il grasso venuto a galla.

Le regole della gara sono semplici. Non vince chi fa il maggior numero di rimbalzi, sarebbe difficile contarli con precisione, ma chi riesce a coprire la distanza maggiore facendo fare alla scheggia di ardesia (slate, se la chiamate pebble, ciottolo, riceverete sguardi offesi) almeno due rimbalzi. La tecnica della palombella è quindi esclusa, bisogna perciò accucciarsi e far compiere alla slate quel tipico movimento rotatorio che le permette di planare parallela al velo dell’acqua, e darle la forza necessaria affinché continui il suo moto che non deve essere una parabola ma una linea tratteggiata.
 
Consigli più puntuali mi sono stati dati in maniera ufficiosa al pub di Ardfern, villaggio che dista qualche chilometro dal campo da gioco, l’informatore è un certo Tony, che mi dice che c’è una sorta di piedistallo dal quale si compie il lancio, ed è alto una settantina di centimetri. Quindi quelli che riescono ad abbassarsi di più hanno maggiori possibilità di non fare un prematuro buco nell’acqua. A fine serata e dopo un buon numero di birre, Tony mi si è avvicinato e mi ha chiesto "Lo sai che stai parlando con il campione mondiale di skimming stones del 2009?".
 
Mi spiega anche che la prima funzione delle slates è quella di essere il miglior materiale utilizzabile per la copertura dei tetti, la seconda quella di essere lanciate in acqua e la terza, incidentale e priva di interesse, quella della costruzione di lavagne scolastiche.
 

A quanto pare lo sport è molto seguito nelle ex colonie dell’Australia e della Nuova Zelanda, le quali ogni anno mandano una rappresentanza di atleti che sembra si allenino senza fanatismo alternando sessioni di lancio lungo la costa a più serie mezzore di sollevamento birre; vedi, mi è stato detto, l’importante è tenere il polso sempre in movimento.

È comunque uno sport nobile che merita un posto sul podio degli esclusi, tra il tiro alla fune e il nascondino. A quanto pare la famiglia reale non invierà rappresentanti, ma ciò non sembra davvero interessare nessuno.