Dopo gli andirivieni di lunedì e la politica e la fiction di martedì, oggi e domani applicheremo il principio dell'acrostico ad alfabeto alla critica letteraria. Questo avviene grazie al lettore Luca Martini, che così annuncia il suo proposito:
"Abbozzare brevi considerazioni: diletto enigmistico faticoso. Gustato ho i libri migliori, naturalmente origliandone pensieri, quindi riflettendo, scritto tratteggiando unicamente versi zitti".
Un po' misterioso? Risulteranno chiari esempi come i seguenti:
La fattoria degli animali
Abbaiano belve, cani d’eversiva falange. Guarda: hanno il loro mulino. Nell’oppressivo potere, quali ricordi sognano temendo ululati? Vigliacco zoo.
Uno, nessuno e centomila
Apostrofato, biascicò costernazione. Diversi estranei, follie gli hanno insinuato laggiù. Maledetto naso! Oh, pazzo, queste realtà specchiate tutte unite vuotano zane.
1984
Allegoria bugiarda: cittadino docile, educato finemente, guerreggiato hai il leader, ma nessuno ode più quella ribelle speranza. Tu ubbidisci: “valoroso zar”.
Il fu Mattia Pascal
Adriano, bel cambiamento, davvero! Eccezionalmente fuggito guarda, hai identità lieta? Mattia non oppone più quella resistenza, sul Tevere uccidi vecchie zavorre.
It
Adulti, bambini. Clown, dove eri finito? Ghermendoli, hai intaccato lontane memorie. Nome oscuro: Pennywise qui riportandoli soccomberanno tra umide verdi zanne.