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“Abbiamo già dato più flessibilità agli Stati”. La Ue dice no alla richiesta extra di Meloni

E Mazzola dov'è

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Errori, errori. Càpita di farne. Silvia Veroli mi dice che la signora Terzilla, nonna di una sua amica, la scorsa settimana ha chiesto alla nipote: "Ma è oggi, la festa di Aulin?". Avremo modo di parlarne in una puntata di venerdì. Qui, lodi alla virtuosa Veroli: ha intitolato la sua email "Mal di zucca".

I nostri errori sono meno divertenti.

La domanda del titolo è quella che mi hanno posto alcuni lettori che si sono accorti che dalla formazione dell'Inter manca proprio il giocatore più rappresentativo.

Si parla dell'Inter di Herrera e della versione che ne ha data Marco Tocci, secondo i canoni del gioco a cui continuiamo a non aver trovato un nome. Tocci si scusa: ha ricopiato di fretta il foglio che aveva compilato a mano, e nell'originale il popolare giocatore baffuto era presente nel versetto: "... fategli il mazzo là negli Appennini".

Già, ma quale Mazzola? Sandro o Ferruccio ? Il padre Valentino è certamente escluso, ma uno potrebbe anche confondere i due figli e colleghi. A quell'epoca, per evitare confusioni, per esempio nelle partite in cui erano in campo simultaneamente, Gianni Brera li chiamava "Mazzandro" e "Mazzuccio". Con il secondo il gioco non pare (almeno a me) possibile. Con il primo, e più famoso, sì:  "stramazzan dromedari".

In quanto al padre, altra classe: si presta addirittura a una "crittografia a frase". IL MARTELLATORE PRUDENTE. Va lentino, mazzola.