Ora e sempre "chimerine"! Le parole raccolte per Tuttestorie da Bruno Tognolini spopolano: basta parlarne e ognuno ricorda di averne una collezione privata. Nella fantasia floreale di una bambina c'è la "tremariga" "sorella della margherita" (ma anche anagramma dei suoi suoni); ci diverse persone anziane che chiamano "Aulin" la festa di Halloween, oltre alla nonna di cui parlavamo qualche venerdì fa.
Le parole chimerine sono parole congetturali (un errore di battitura le avrebbe volute "confetturali", e avrebbe funzionato ugualmente). Silvia Lalia sa di Enrico (6 anni): recitava la preghiera e a "Dona a noi la luce perpetua" ha chiesto: "Tu la conosci questa Petua, vero mamma?". Il filone delle preghiere è sempre molto vivace, e qualcuno ha anche ricordato le deformazioni popolari del "Tantum Ergum Sacramentum" di cui io ricordo la fantastica versione piemontese: "Tanti merlo ch'as lamenton" (tanti merli che si lamentano).
Silvia Camellini insegna alle elementari e durante l'intervallo un giorno interruppe un divertimento non consentito dicendo: "Il gioco è abolito". I bambini si passarono parola dicendosi: "Il gioco è bollito".
Paola Lonzi si ricorda di un ragazzino che di Romolo e Remo scrisse: "erano figli di un deo e di una vestaglia". Questa lettrice si ricorda anche della maestra Ada Trerè Ciani che aveva raccolto nel libro Fiori di banco (Bompiani, 1973) i "pensierini inconsapevolmente divertenti" dei suoi alunni, come: "Il re Rotari fece una bella invenzione che si chiamava il guidintrillo"; "Con tanti bastoni di salice piangente ecco che furono costruite le palafritte"; "Mi raccomando: da questa parte le vincitore e da questa parte le persiste". La lettrice si ricorda anche del "Giorno ideale per i pesci banana" di Salinger, con la bambina che va al mare con l'"acchiappatoio". Ovviamente è un'invenzione della traduzione italiana. Nell'originale non ci sono accappatoi, e la bambina ripete "See more glass" (vedi più vetro), gioco di parole sul nome del protagonista "Seymour Glass". I libri sono pieni di giochi di parole "tradotti" così.
Le parole chimerine sono parole congetturali (un errore di battitura le avrebbe volute "confetturali", e avrebbe funzionato ugualmente). Silvia Lalia sa di Enrico (6 anni): recitava la preghiera e a "Dona a noi la luce perpetua" ha chiesto: "Tu la conosci questa Petua, vero mamma?". Il filone delle preghiere è sempre molto vivace, e qualcuno ha anche ricordato le deformazioni popolari del "Tantum Ergum Sacramentum" di cui io ricordo la fantastica versione piemontese: "Tanti merlo ch'as lamenton" (tanti merli che si lamentano).
Silvia Camellini insegna alle elementari e durante l'intervallo un giorno interruppe un divertimento non consentito dicendo: "Il gioco è abolito". I bambini si passarono parola dicendosi: "Il gioco è bollito".
Paola Lonzi si ricorda di un ragazzino che di Romolo e Remo scrisse: "erano figli di un deo e di una vestaglia". Questa lettrice si ricorda anche della maestra Ada Trerè Ciani che aveva raccolto nel libro Fiori di banco (Bompiani, 1973) i "pensierini inconsapevolmente divertenti" dei suoi alunni, come: "Il re Rotari fece una bella invenzione che si chiamava il guidintrillo"; "Con tanti bastoni di salice piangente ecco che furono costruite le palafritte"; "Mi raccomando: da questa parte le vincitore e da questa parte le persiste". La lettrice si ricorda anche del "Giorno ideale per i pesci banana" di Salinger, con la bambina che va al mare con l'"acchiappatoio". Ovviamente è un'invenzione della traduzione italiana. Nell'originale non ci sono accappatoi, e la bambina ripete "See more glass" (vedi più vetro), gioco di parole sul nome del protagonista "Seymour Glass". I libri sono pieni di giochi di parole "tradotti" così.