E perché no, una favola? Avete qualcosa contro le favole? Preferite la realtà? Accomodatevi, c'è pieno il mondo di scritti che pensano di avere a che fare con la realtà vera, non favolistica. A me le favole stanno benissimo, specie quelle consapevoli di esserlo. Nell'Aeroracconto dell'amore fatale di Laura Lamanda (Fandango) ho appena letto la parola "disfavola", che sarebbe la favola finita, ma che ha dentro la sciarada di "disfa" e "vola" (qualcosa di farfallino).
Non vale, si rìfa (accento sulla I), dicevamo giocando da bambini. Ebbene, oltre alle disfavole ci sono le rifavole: le favole rifatte a modo nostro. Da un certo libro di giochi che è appena uscito Paola Saraval, che già conosciamo come palindromista, ha incontrato altri giochi in cui le è venuta voglia di cimentarsi. Fra questi le è piaciuta particolarmente la favole di "Candidaneve coi Canonici Corti" di Cristina D'Agostino. E grazie: è una meraviglia! "Contasi che castellana coronata consumàvasi con continui crucci: " Che condizione crudele", commiseràvasi...". Contagio creativo! Paola Saraval ha deciso di cimentarsi con "Cappuccetto Corallino" (ma poteva essere anche Carminio, o Cinabro, o Cardinale), pur non volendo mettersi in concorrenza con il precedente.
In questi giorni in cui si ha tempo di stare con i bambini, potrete dunque variare la nota favola seguendo la versione tautogrammatica di Saraval:
C'era creatura carina chiamata Cappuccetto Corallino (causa copricapo colorato). Convivente creatrice comandò: "Consegna codesto cestino contenente cibaria con cabernet", confortando così consanguinea centenaria cagionevole, cammina con criterio, costeggiando ciottolato. "Certamente!", confermò Cappuccetto Corallino.
Cammina cammina, contemplando conifere , castagni, cedri, capitò contro Cagnaccio Cattivo che capì cosa Cappuccetto colà combinava. Così Cagnaccio Cattivo cogitò: "Col cavolo che ciondolo con codesta creaturina: consiglierò colei cogliere cinquecento ciclamini così, correndo, carpirò centenaria cagionevole".
E poi? E poi non c'è più spazio, finiremo la prossima settimana. "Ma è questa, la prossima settimana!".
Non vale, si rìfa (accento sulla I), dicevamo giocando da bambini. Ebbene, oltre alle disfavole ci sono le rifavole: le favole rifatte a modo nostro. Da un certo libro di giochi che è appena uscito Paola Saraval, che già conosciamo come palindromista, ha incontrato altri giochi in cui le è venuta voglia di cimentarsi. Fra questi le è piaciuta particolarmente la favole di "Candidaneve coi Canonici Corti" di Cristina D'Agostino. E grazie: è una meraviglia! "Contasi che castellana coronata consumàvasi con continui crucci: " Che condizione crudele", commiseràvasi...". Contagio creativo! Paola Saraval ha deciso di cimentarsi con "Cappuccetto Corallino" (ma poteva essere anche Carminio, o Cinabro, o Cardinale), pur non volendo mettersi in concorrenza con il precedente.
In questi giorni in cui si ha tempo di stare con i bambini, potrete dunque variare la nota favola seguendo la versione tautogrammatica di Saraval:
C'era creatura carina chiamata Cappuccetto Corallino (causa copricapo colorato). Convivente creatrice comandò: "Consegna codesto cestino contenente cibaria con cabernet", confortando così consanguinea centenaria cagionevole, cammina con criterio, costeggiando ciottolato. "Certamente!", confermò Cappuccetto Corallino.
Cammina cammina, contemplando conifere , castagni, cedri, capitò contro Cagnaccio Cattivo che capì cosa Cappuccetto colà combinava. Così Cagnaccio Cattivo cogitò: "Col cavolo che ciondolo con codesta creaturina: consiglierò colei cogliere cinquecento ciclamini così, correndo, carpirò centenaria cagionevole".
E poi? E poi non c'è più spazio, finiremo la prossima settimana. "Ma è questa, la prossima settimana!".