Ieri ho posto un enigma, e mentre scrivo non posso sapere in quanti abbiano eventualmente indovinato la soluzione. Io non ci ho messo molto, quando l'amico Davide me l'aveva proposto: e in questo genere di cose, a differenza di quanto pensi lui, non sono molto bravo. Perlomeno non sono molto svelto, ecco.
Ma quella volta c'ero arrivato.
Vediamo l'esempio di Arcodocra:
tolgo l'iniziale a Esalabile (= che si può esalare) e trovo un'altra parola, un po' dubbia ma va beh: Salabile (= che si può salare). Le tolgo l'iniziale e trovo un'imbarcazione che si può trarre in secco, cioè Alabile (= che si può alare). Proseguo e trovo Labile, Abile e Bile. Vado avanti con Ile, le raganelle gozzute di tanti rebus. Si finisce con l'articolo Le e la congiunzione E.
Le parole che hanno questa proprietà sicuramente non sono tante. E naturalmente, come a Ruzzle, molto dipende da ciò che ammettiamo e ciò che non ammettiamo. Il mio amico Davide dice di ammettere le parole che si trovano sul vocabolario, flessioni incluse ma sigle escluse.
Da Davide si passa a Avide, quindi a Vide, a Ide, a De e a E. De è una variante di di, no problem. Ma Ide? Io l'ho in mente come suffisso, ma non mi ricordo se i suffissi erano ammessi.
Esposti: Sposti, Posti, Osti, Sti, Ti, I.
Sti? è l'aferesi di questi, aggettivo dimostrativo molto usato soprattutto a Roma per introdurre un certo sostantivo plurale, con il significato di "chi se ne importa" (e significato opposto in molte altre parti d'Italia).
Ma quella volta c'ero arrivato.
Vediamo l'esempio di Arcodocra:
tolgo l'iniziale a Esalabile (= che si può esalare) e trovo un'altra parola, un po' dubbia ma va beh: Salabile (= che si può salare). Le tolgo l'iniziale e trovo un'imbarcazione che si può trarre in secco, cioè Alabile (= che si può alare). Proseguo e trovo Labile, Abile e Bile. Vado avanti con Ile, le raganelle gozzute di tanti rebus. Si finisce con l'articolo Le e la congiunzione E.
Le parole che hanno questa proprietà sicuramente non sono tante. E naturalmente, come a Ruzzle, molto dipende da ciò che ammettiamo e ciò che non ammettiamo. Il mio amico Davide dice di ammettere le parole che si trovano sul vocabolario, flessioni incluse ma sigle escluse.
Da Davide si passa a Avide, quindi a Vide, a Ide, a De e a E. De è una variante di di, no problem. Ma Ide? Io l'ho in mente come suffisso, ma non mi ricordo se i suffissi erano ammessi.
Esposti: Sposti, Posti, Osti, Sti, Ti, I.
Sti? è l'aferesi di questi, aggettivo dimostrativo molto usato soprattutto a Roma per introdurre un certo sostantivo plurale, con il significato di "chi se ne importa" (e significato opposto in molte altre parti d'Italia).