Influssi danteschi su Porci con le ali? Li ipotizza Marco Tocci, inciampando in questi due versi del Paradiso dantesco: "di questo ingrassa il porco Sant'Antonio, / e altri assai che sono ancor più porci" (XXIX.124-5). E per fortuna che qui sta parlando Beatrice! Tocci riporta anche la bacchettata del Tommaseo sulle nocche del sommo Vate: "... il cenno dei porci non è cosa degna di Beatrice e del Paradiso". Angeli e porci li possono unire solo Rocco Antonia, i Pink Floyd e Tocci.
Tocci sta leggendo il Paradiso per cercarvi possibili crittografie mnemoniche, dopo aver trovato parole nascoste o "ponti" nell'Inferno. Esempio: L'EURO. "Silenzio puose a quella dolce lira" (XV.4). La crittografia mnemonica fu inventata proprio così, come gioco sui versi di Dante, e probabilmente deve il suo nome alla necessità di ricordarli. Molti anni fa eravamo a ricostruire tutto il "V maggio" manzoniano a colpi di mnemoniche, con la prestigiosa partecipazione di Umberto Eco (ma si era partiti da uno spunto di Cecilia Colombini: DOVE AVRO' MESSO IL REGGISENO? "Stette la spoglia, immemore").
Tocci si mette così nel solco di una venerabile tradizione. Altre sue versioni di Dante: MI SORPRESE L'ACUTO DELLA FITZGERALD: "Io non m'accorsi del salire in ella" (VIII.13); OLGETTINA RACCONTA LA SUA DEPOSIZIONE: "Io dissi: "al suo piacere e tosto e tardo"" (XXVI.13); LA CONTESSA VACCA AGUSTA: "Altro non è ch'un lume di suo raggio" (XXVI -33); IL VIOLINISTA DI BATTIATO SI PRESENTA: "E cominciò: "per esser giusto e pio..."" (XIX.13),.
Mi pare però che nel giocare a questo gioco Tocci riesca a mettere qualcosa del suo stile personale: JOHNNY SI SENTIVA SOLO: "Dicea con gli altri: 'Santo, santo, santo'" (XXVI -69); STRAPPATA LA N DAL MANIFESTO ELETTORALE PDL: "Alfa ed O è di quanta scrittura" (XXVI -17). Divento del tutto sicuro della mia congettura quando leggo qualcosa come il brusco passaggio al discorso diretto di SPAVENTAI LA BORROMEO: "Mi volsi a Beatrice e quella udìo" (XV.70). Secondo me persino l'Alighieri potrebbe apprezzarla, questa.
Tocci sta leggendo il Paradiso per cercarvi possibili crittografie mnemoniche, dopo aver trovato parole nascoste o "ponti" nell'Inferno. Esempio: L'EURO. "Silenzio puose a quella dolce lira" (XV.4). La crittografia mnemonica fu inventata proprio così, come gioco sui versi di Dante, e probabilmente deve il suo nome alla necessità di ricordarli. Molti anni fa eravamo a ricostruire tutto il "V maggio" manzoniano a colpi di mnemoniche, con la prestigiosa partecipazione di Umberto Eco (ma si era partiti da uno spunto di Cecilia Colombini: DOVE AVRO' MESSO IL REGGISENO? "Stette la spoglia, immemore").
Tocci si mette così nel solco di una venerabile tradizione. Altre sue versioni di Dante: MI SORPRESE L'ACUTO DELLA FITZGERALD: "Io non m'accorsi del salire in ella" (VIII.13); OLGETTINA RACCONTA LA SUA DEPOSIZIONE: "Io dissi: "al suo piacere e tosto e tardo"" (XXVI.13); LA CONTESSA VACCA AGUSTA: "Altro non è ch'un lume di suo raggio" (XXVI -33); IL VIOLINISTA DI BATTIATO SI PRESENTA: "E cominciò: "per esser giusto e pio..."" (XIX.13),.
Mi pare però che nel giocare a questo gioco Tocci riesca a mettere qualcosa del suo stile personale: JOHNNY SI SENTIVA SOLO: "Dicea con gli altri: 'Santo, santo, santo'" (XXVI -69); STRAPPATA LA N DAL MANIFESTO ELETTORALE PDL: "Alfa ed O è di quanta scrittura" (XXVI -17). Divento del tutto sicuro della mia congettura quando leggo qualcosa come il brusco passaggio al discorso diretto di SPAVENTAI LA BORROMEO: "Mi volsi a Beatrice e quella udìo" (XV.70). Secondo me persino l'Alighieri potrebbe apprezzarla, questa.