Lessico e Nuvole

Titoli interrotti

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Ricordate "Tutto è bene quel che finisce"? Era un gioco, sempre ammesso che lo avesse pensato come gioco, di Marianna Natale, che abbiamo poi giocato due o tre anni fa sotto il titolo di "proverbi interrotti". Uno dei partecipanti, Paolo Beneforti, ora lo ha applicato ai titoli dei libri (che come base per i giochi hanno quasi sostituito i proverbi):

(comitive numerose) "Il giro del mondo in ottanta"
(percorsi dell'incertezza) "Il sentiero dei "Ni"
(desolazione nella giustizia amministrativa) "Il deserto dei TAR"
(orientalismi) "La coscienza di zen"
(amori vittoriani) "Una storia di amore e di tè"
(storie di piratesse) "Dona Flor e i suoi due mari"
(problemi di storiografia) “Cristo si è fermato A.D."
(insonnia gotica) "Il castello dei desti"
(piccole star) "Ragazzi divi"
(parodia di James Bond) "ZeroZeroZè"
(non solo difetti) "Orgoglio e pregi"
(rettoscopia) "Viaggio al termine dell'ano"
(cronache universitarie) "Storie di ordinari"
(tarde vignette di Jacovitti) "Le ultime lettere di Jac"
(rimozioni forzate) "Sei personaggi in cerca d'auto"

L'ultimo esempio è di Fabio Timo:
(composizione di John Cage) "Cent'anni di Sol".