Lessico e Nuvole

Aguzza qui, lettor, ben gli occhi

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Prosegue la rilettura della Commedia dantesca, da parte di un Marco Tocci impegnato nella ricerca di possibili crittografie mnemoniche. Siamo arrivati al Purgatorio e apriamo con un esempio a cui gli enigmisti tradizionali certo non avevano mai pensato (e che lo stesso Alighieri stenterebbe molto a capire):

La marijuana era scadente: "Vinto dal sonno, in su l'erba inchinai", (IX,11). Dalla droga al sesso (alla fine arriverà anche il rock 'n' roll): Svoltammo la serata: "Quando una voce disse: " qui si monta"" (XVII, 47).
    
Le prossime tre riguardano tragedie nazionali, cosa che dispiacerà forse a coloro che confondono il gioco con lo scherzo. Badalamenti smentisce Impastato: "Non son cento trà suoi passi è miei" (XXIX, 10). Olindo e Rosa: "La vostra nominanza è color d'erba" (XI, 115); Vittima della Concordia: "Morì fuggendo e disfiorando il giglio" (VII, 105).
    
Discorsi delicati, da cui ci svincoliamo aprendo il passatempo più sano ed economico: Pagina 25 della Settimana Enigmistica: "Aguzza qui, lettor, ben li occhi al vero" (VIII,19). Quest'ultima crittografia ha uno statuto strano: io ho sempre sospettato che il modo di dire da cui il settimanale ha tratto il nome del gioco "Aguzzate la vista" venga proprio da questo verso dantesco.
    
Chiudono la serie purgatoriale ben quattro esempi di argomento musicale. Il primo è il mio preferito fra tutti: Ho mandato la Summer all'edicola: "Donna è di sopra che m'acquista grazia" (XXVI, 59). Il secondo è per archeologi del pop, con il ricordo del forbito professore di Lascia o Raddoppia e di un vecchio Lp di successo: Marianini cerca un disco di Battisti: "S'anima è qui tra voi che sia latina" (XIII, 92). Brutta moneta commemorativa dell'esordio dei Primitives: "E mal fa Castrocaro e peggio Conio" (XIV,116). L'ultima richiede di trattare come falsi amici italoinglesi le parole beati e bando e di ricordare le prime esibizioni dei Beatles, al Cavern Club di Liverpool: Esordi dei Fab Four: "Quali i beati al novissimo bando / surgeran presti ognun di sua caverna" (XXX, 13-14).