Rotori e testacoda onomastici. È di questo che ci occupiamo in queste settimane di primavera. Pensate quante volte chi si chiama Benedetto si sarà sentito rispondere: «hai detto bene, Benedetto». Ogni santa volta avrà pensato che è un gioco stupido. Magari è stupido, ma è un rotore, o testacoda. Si mette l'inizio alla fine, e viceversa. Con i nomi-e-cognomi dei personaggi noti si possono estrarre esempi curiosi. Di questo gioco, se mi consentite, non do soluzioni, ma sono convinto che non ce ne sia bisogno. Prendiamo proprio una Benedetta. Di quella di cui stiamo parlando, si dice che sia proprio cattiva: «Par odî bene, detta». Molto più ardito, sintatticamente, è il rotore di una collega: Sei grande, metti caldo: «Big: n'ardi, d'aria!». Naturalmente non è necessario conservare la separazione fra nome e cognome: Sei malvagia a tenermi all'oscuro da quanto è seguito: «Code mi taci, ria!». E ancora: C'è una tacca ognuno per Bianco, Nero, Rosso, Morto, Ionio, Adriatico, Tirreno, Egeo: «Otto segni: mari».
Al gioco si è appassionato Marco Tocci, con alcuni esempi semplici e altri più complessi. Semplice: Spediscile un pappagallo: «Mandale ara». Semplice, per chi si intenda di deiezioni equine: Urini come un cavallo: «Pisci a L». Il Molleggiato sconsiglia un ingrediente al celebre chef Ferran «Noce? Lenta: no, Adrià». Questo era già un po' meno lineare. Bellissimo un omaggio a un cantante scomparso troppo presto: Repulisti in facoltà: «L'ex baronia». Un suo collega del passato meno prossimo: Su quella porta, la maniglia in alluminio: «Lì no ottonata». Badalamenti fece saltare i colpevoli: «Tano minò rei».
Il più complesso riguarda personaggi romani, sia nella soluzione, sia nell'esposto, che nomina Johnny Palomba mitico recensore romanesco (e anche ottimo giocatore con le parole): L'ultimo atto del "Don Carlo" sintetizzato da Johnny Palomba: «Er Don e Carlo V» (Don Carlo vien inghiottito dalla tomba di Carlo V).
Io rispondo con un poeta e un attore premio Nobel. Garota de Ipanema: «Bellezza da Rio». Questa volta recito nella parte del colpevole: «Fo da rio».
Al gioco si è appassionato Marco Tocci, con alcuni esempi semplici e altri più complessi. Semplice: Spediscile un pappagallo: «Mandale ara». Semplice, per chi si intenda di deiezioni equine: Urini come un cavallo: «Pisci a L». Il Molleggiato sconsiglia un ingrediente al celebre chef Ferran «Noce? Lenta: no, Adrià». Questo era già un po' meno lineare. Bellissimo un omaggio a un cantante scomparso troppo presto: Repulisti in facoltà: «L'ex baronia». Un suo collega del passato meno prossimo: Su quella porta, la maniglia in alluminio: «Lì no ottonata». Badalamenti fece saltare i colpevoli: «Tano minò rei».
Il più complesso riguarda personaggi romani, sia nella soluzione, sia nell'esposto, che nomina Johnny Palomba mitico recensore romanesco (e anche ottimo giocatore con le parole): L'ultimo atto del "Don Carlo" sintetizzato da Johnny Palomba: «Er Don e Carlo V» (Don Carlo vien inghiottito dalla tomba di Carlo V).
Io rispondo con un poeta e un attore premio Nobel. Garota de Ipanema: «Bellezza da Rio». Questa volta recito nella parte del colpevole: «Fo da rio».