Lessico e Nuvole

Pere portoghesi

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Tutti temono che sms e tweet stiano «distruggendo la lingua italiana», imponendoci sintesi eccessive e perniciose. Problema per me incomprensibile. Si scrive lungo sulla carta o nei file, corto negli sms e nei tweet, dove pure nulla impedisce di rispettare la grammatica e la logica. Al proposito, ricordo sempre che una delle storie più pazzesche contenute nella Recherche di Marcel Proust ruota attorno a un telegramma. All'epoca di Proust c'erano infatti i telegrammi e come oggi si parla dei 160 caratteri degli sms e dei 140 dei tweet allora si parlava molto dello «stile telegrafico». Ciò non ha impedito a Proust di scrivere, per sette volumi, periodi linguistici ognuno dei quali di lunghezza tale da procurare un notevole esborso a chi lo avesse voluto inviare via telegrafo.
 
Nella nostra epoca di liberismo debole (debole soprattutto di cervello) ogni regola, per quanto facoltativa, viene vissuta come una limitazione e non come un'estensione. Ma se date una palla a un bambino, non è che quello piange perché non può trasformarla in una casa per l'orsacchiotto: la fa rotolare, mentre non prenderà a calci il peluche. È un gioco in più, non una possibilità in meno.
 
Per fortuna buoni maestri ci hanno spiegato che i vincoli sono la vera e unica condizione della libertà. Un gioco appunto basato sulla sintesi (senza però vincoli stretti di numero di caratteri) è quello dei titoli interrotti. Esempio: A volte il Nobel Dario mi diverte, a volte no: «Il pendolo di Fo» (Eco).
 
Al gioco dei titoli interrotti ha partecipato Marco Tocci. Canzone mononota alla Scala: «L'opera da tre sol» (Brecht). Sciopero nei Tribunali Amministrativi: «Il deserto dei T.A.R» (Buzzati). Amori sotto l'edera: «Eros e P.R.I. » (Gadda). Il dottor Zivago: «Considera Lara» (Wallace). On the road in Opel: «Sull'Astra» (Kerouac). Il wonderbra: «Sostiene pere» (Tabucchi). Norme per l'assegnazione delle case popolari: «I pilastri dell'Ater» (Follett). Lipogramma: «Addio alle A» (Hemingway). Conoscersi con Porter: L'amore ai tempi del Cole (García Márquez).