Abbiamo visto negli scorsi giorni un gioco che si fa anagrammando una delle parole della prima frase di un'opera (romanzo o altro).
Esempio:
Mio padre mi prese giocando a carte con La Bestia.
È l'incipit del libro di Angela Carter, La sposa della tigre. La parola anagrammata è prese, che in origine era perse.
Dicevo che mi pare un gioco più difficile per l'autore che per il solutore, un po' come quei piatti che richiedono ore di preparazione, ma si mangiano in due minuti. Ho visto che si devono leggere in media almeno dieci incipit per trovare un esempio. Nel fare gli esempi pubblicati martedì e mercoledì io mi sono sforzato di rispettare innanzitutto la sintassi (ho scartato: «Quel orma del lago di Como» o «Quel ramo del gola di Como») e inoltre ho cercato il più possibile di ottenere incipit almeno apparentemente non assurdi. Uno di questi mi pare appunto «Mio padre mi prese giocando a carte con La Bestia». Ma malgrado tuto, per il solutore è relativamente facile identificare la parola falsa: la sintassi è perfetta, il senso è abbastanza scorrevole, ma le altre parole non si prestano ad anagrammi.
Mi pare che sia il caso anche dell'esempio: «Oggi, in quest'asilo, è accaduto un miracolo» (Dall'Invenzione di Morel di Adolfo Bioy Casares), dove l'anagramma è asilo = isola. Il senso è ancora meno inverosimile di quello della figlia persa a carte: un asilo è un'ottima location per un miracolo. Ma a chi fa anagrammi, quella appare come l'unica parola facile da anagrammare (e non impegna in un modo di dire difficile da ottenere per caso, come «è accaduto un miracolo»).
Il gioco diventa più facile se si accettano incipit di senso assurdo («Oggi è accaduto un racimolo») o anche di sintassi sconnessa («Nel mezzo del cammin di strano vita»).
Esempio:
Mio padre mi prese giocando a carte con La Bestia.
È l'incipit del libro di Angela Carter, La sposa della tigre. La parola anagrammata è prese, che in origine era perse.
Dicevo che mi pare un gioco più difficile per l'autore che per il solutore, un po' come quei piatti che richiedono ore di preparazione, ma si mangiano in due minuti. Ho visto che si devono leggere in media almeno dieci incipit per trovare un esempio. Nel fare gli esempi pubblicati martedì e mercoledì io mi sono sforzato di rispettare innanzitutto la sintassi (ho scartato: «Quel orma del lago di Como» o «Quel ramo del gola di Como») e inoltre ho cercato il più possibile di ottenere incipit almeno apparentemente non assurdi. Uno di questi mi pare appunto «Mio padre mi prese giocando a carte con La Bestia». Ma malgrado tuto, per il solutore è relativamente facile identificare la parola falsa: la sintassi è perfetta, il senso è abbastanza scorrevole, ma le altre parole non si prestano ad anagrammi.
Mi pare che sia il caso anche dell'esempio: «Oggi, in quest'asilo, è accaduto un miracolo» (Dall'Invenzione di Morel di Adolfo Bioy Casares), dove l'anagramma è asilo = isola. Il senso è ancora meno inverosimile di quello della figlia persa a carte: un asilo è un'ottima location per un miracolo. Ma a chi fa anagrammi, quella appare come l'unica parola facile da anagrammare (e non impegna in un modo di dire difficile da ottenere per caso, come «è accaduto un miracolo»).
Il gioco diventa più facile se si accettano incipit di senso assurdo («Oggi è accaduto un racimolo») o anche di sintassi sconnessa («Nel mezzo del cammin di strano vita»).