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La clemenza di Tito(lo)

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La scorsa settimana si parlava dei titoli interrotti (esempio di Marco Tocci: Il wonderbra: «Sostiene pere». Tabucchi). Per noi è un gioco e tagliamo un titolo anche a metà di una parola per trovare un senso alternativo, il più possibile buffo. Ma si possono trovare titoli tagliati, anche fuori dal gioco. Uno dei libri più pazzeschi usciti in Italia nell'ultimo decennio si intitolava: Non ardo dal desiderio di diventare uomo finché posso essere anche donna bambino animale o cosa (Bompiani). Anche chi non lo ha mai scorto in libreria riconoscerà l'autore: Alessandro Bergonzoni. Ebbene, secondo voi quante volte il titolo sarà stato citato nella sua sconcertante integrità? Ve lo dico io: poche.

Nel tritume dell'informazione culturale i titoli vengono spesso scorciati perché non entrano in una didascalia, nello spazio previsto dalle schede delle librerie online o nella riga delle classifiche. Le esigenze grafiche d…
La scorsa settimana si parlava dei titoli interrotti (esempio di Marco Tocci: Il wonderbra: «Sostiene pere». Tabucchi). Per noi è un gioco e tagliamo un titolo anche a metà di una parola per trovare un senso alternativo, il più possibile buffo. Ma si possono trovare titoli tagliati, anche fuori dal gioco. Uno dei libri più pazzeschi usciti in Italia nell'ultimo decennio si intitolava: Non ardo dal desiderio di diventare uomo finché posso essere anche donna bambino animale o cosa (Bompiani). Anche chi non lo ha mai scorto in libreria riconoscerà l'autore: Alessandro Bergonzoni. Ebbene, secondo voi quante volte il titolo sarà stato citato nella sua sconcertante integrità? Ve lo dico io: poche.

Nel tritume dell'informazione culturale i titoli vengono spesso scorciati perché non entrano in una didascalia, nello spazio previsto dalle schede delle librerie online o nella riga delle classifiche. Le esigenze grafiche del giornalismo impongono le loro metriche, come il conteggio delle sillabe nella poesia a versi regolari. Diceva Carlo Emilio Gadda a Gianfranco Contini, lamentandosi degli stretti rigaggi imposti ai suoi articoli dai giornali: «E come far urinare un cavallo in un bicchiere da rosolio».

Era molto lungo anche il titolo della raccolta di Gino, Michele e Matteo Molinari A volte anche le formiche, nel loro piccolo, s'incazzano (prima edizione Einaudi: la battuta originale era di Marcello Marchesi). Veniva troncato, non per la lunghezza, ma perché all'epoca la parolaccia nel titolo faceva molta impressione. Si otteneva un misterioso «A volte anche le formiche, nel loro piccolo...».

Al nostro gioco dei titoli interrotti ha partecipato la lettrice Bruna Terracina: Oscura casella email: «dantealighieri@ladivina.com» (irregolare, ma a me piace). Margherita Hack si racconta: «Cento anni di soli». Da Pier Paolo Pasolini a Walter Siti: «Ragazzi divi». Conrad allo stadio: «Tifo». Kafka rugbista: «Mèta». Kafka si sposa: «Metà». Fogazzaro dei Primitives: «Mal». Diaspora postbossiana: «Ventimila Leghe». Aspirante velina: «Sogno di una».