In questa settimana monografica dedicata ai sillabari in disordine siamo arrivati al terzo e ultimo criterio che stabilisce per il pregio di un esempio del gioco. Sto dando per scontato che la frase risultante sia scorrevole e sintatticamente a posto.
Abbiamo visto che sono particolarmente apprezzabili i sillabari in cui non si aggiungono molte lettere: il minimo è zero («So se su si sa») e si può anche arrivare a un'aggiunta di due lettere («Nina non è nuda»). Questo è il criterio di brevità.
Un secondo criterio richiede di dividere le cinque sillabe in non più di tre parole («Un epiteto ti tatui»), ed è il criterio di compattezza. Una frase che potrebbe avere buona brevità e compattezza è «Litote ti tatuo». Solo tre lettere aggiunte e solo tre parole per rendere la sequenza.
Il terzo criterio è il più arbitrario: richiede (o richiederebbe) di far comparire le sillabe in ordine alfabetico. Il gioco diventerebbe così quello del «sillabario in ordine»; e così si sfida anche la maledizione dell'Aeiou, che vuole che per quanti giochi si possano fare con le cinque vocali, quelli con la sequenza Aeiou in ordine siano gli esempi più rari. Eppure a me pare un pregio, con il progressivo restringimento della bocca che rende A E I O U una sequenza apparentemente naturale. Un esempio potrebbe essere:
(TA TE TI TO TU) Democrazia jugoslava: Votate Tito, tutti.
Questo rispetta il secondo e il terzo criterio, e non se la cava malissimo neppure col primo (cinque lettere aggiunte). Non per questo concludo che sia il migliore sillabario in disordine (o meglio, o in ordine) che si possa leggere: i ragionamenti di estetica sono sempre tanto contraddittorii...
Abbiamo visto che sono particolarmente apprezzabili i sillabari in cui non si aggiungono molte lettere: il minimo è zero («So se su si sa») e si può anche arrivare a un'aggiunta di due lettere («Nina non è nuda»). Questo è il criterio di brevità.
Un secondo criterio richiede di dividere le cinque sillabe in non più di tre parole («Un epiteto ti tatui»), ed è il criterio di compattezza. Una frase che potrebbe avere buona brevità e compattezza è «Litote ti tatuo». Solo tre lettere aggiunte e solo tre parole per rendere la sequenza.
Il terzo criterio è il più arbitrario: richiede (o richiederebbe) di far comparire le sillabe in ordine alfabetico. Il gioco diventerebbe così quello del «sillabario in ordine»; e così si sfida anche la maledizione dell'Aeiou, che vuole che per quanti giochi si possano fare con le cinque vocali, quelli con la sequenza Aeiou in ordine siano gli esempi più rari. Eppure a me pare un pregio, con il progressivo restringimento della bocca che rende A E I O U una sequenza apparentemente naturale. Un esempio potrebbe essere:
(TA TE TI TO TU) Democrazia jugoslava: Votate Tito, tutti.
Questo rispetta il secondo e il terzo criterio, e non se la cava malissimo neppure col primo (cinque lettere aggiunte). Non per questo concludo che sia il migliore sillabario in disordine (o meglio, o in ordine) che si possa leggere: i ragionamenti di estetica sono sempre tanto contraddittorii...