Te la do io, la tela. Così, grillianamente, il lettore Domenico Di Cesare potrebbe intitolare la frase che mi ha mandato e di cui mi sfida a trovare una definizione:
Attila, portala e arrotolatela tu la tela tua.
È uno scioglilingua, e siamo d'accordo. Ma a guardarlo bene dentro, ci si accorge che è composto secondo un dosaggio preciso. Vi danno comparsa i gruppi:
TILA
TALA
TOLA
TELA (due volte)
TULA
È una variante del gioco dei sillabari in disordine, ma con la licenza di non rispettare la consecutività, anche se ben quattro di queste sei sequenze sono persino consecutive:
"Attila, portala e arrotolatela tu la tela tua".
Come li chiameremo? Bisillabari girovocalici? Fa già così caldo...
p. s.: il verbo "arròtolatela" è un trisdrucciolo, come "teléfonacelo" o "àbitanoci". Casi direi fortunatamente rari.
Attila, portala e arrotolatela tu la tela tua.
È uno scioglilingua, e siamo d'accordo. Ma a guardarlo bene dentro, ci si accorge che è composto secondo un dosaggio preciso. Vi danno comparsa i gruppi:
TILA
TALA
TOLA
TELA (due volte)
TULA
È una variante del gioco dei sillabari in disordine, ma con la licenza di non rispettare la consecutività, anche se ben quattro di queste sei sequenze sono persino consecutive:
"Attila, portala e arrotolatela tu la tela tua".
Come li chiameremo? Bisillabari girovocalici? Fa già così caldo...
p. s.: il verbo "arròtolatela" è un trisdrucciolo, come "teléfonacelo" o "àbitanoci". Casi direi fortunatamente rari.