Vedi Napoli, e poi giuochi: questa è sicuramente la variazione più gradevole del noto detto. Ma come raccontavo già lo scorso venerdì, in occasione della mia più recente visita napoletana (alla manifestazione Un'Altra Galassia) ho giuocato sulla versione standard: «Vedi Napoli, e poi muori». Si trattava di riscriverlo usando solo parole con la medesima iniziale. Alla H mi sono arreso.
G. Guardi, girando gaiamente, geografie già gavianée? Gòditele, giacché giacerai. I. Intravvedi insediamento incantevole, insenatura inquadrante isola ischitana; indi incederai in inferno. L. Lingua letteraria, Liberty locale, leggerezza, languori leopardiani, loisir. Lotto: lutto. M. Mi muovo: metropoli meravigliosa mi mostrerà Mergellina, Mar Mediterraneo, Maschio medievale; ma, meschino, morirò. N. Non nascondertelo! Nel Napoletano naturalmente noterai nocumento, necrosi. O. Oggi osservi ospitale oppido ove operava Ortese; ordunque otterrai oblio, obitorio ovvero oltretomba. P. Per poter passeggiare per Partenope, Posillipo, Portici, Piazza Plebiscito, presto perirai, perdendo precocemente possibilità per persistere. Q. Quassù quoterai questi quartieri, quali qualunque, quali qualificati, quali queruli (quanti questuanti!), quali quattrinosi. Quel quid quaglierà. Quindi quatto quatto quiescerai, quondam. R. Rimiri rutilante regione, resti romani, ritratti rinascimentali, ricordi risorgimentali, remoto regno recentemente repubblicano, reliquie religiose riliquefatte. Rincasando rilascerai respiro, raggiungerai riposo, resterai rigido. Requiem. S. Sei su strada Spaccanapoli. Spassatela; susseguentemente sarai spacciato, schiatterai. T. Tu, turista, tocchi terra tirrenica, tutto tronfio: tragitti trafficati, trattorie tipiche, traghetti tumultuanti. Ti travolgono tante tenerezze: tenori, tarantelle, triccheballacche, Totò. Troisi. Trapasserai. U. Un'urbe universale, un'umanità unica, unghiate umoristiche, usanze ubriacanti. Ultima ubicazione: urna. V. Visitato Vesuvio, vita vi vola via. E alla fine, proprio per scommessa: Z. Zona zuzzurellona. Zigzaghi, zoomi, zittisci. Zac: zombie.
G. Guardi, girando gaiamente, geografie già gavianée? Gòditele, giacché giacerai. I. Intravvedi insediamento incantevole, insenatura inquadrante isola ischitana; indi incederai in inferno. L. Lingua letteraria, Liberty locale, leggerezza, languori leopardiani, loisir. Lotto: lutto. M. Mi muovo: metropoli meravigliosa mi mostrerà Mergellina, Mar Mediterraneo, Maschio medievale; ma, meschino, morirò. N. Non nascondertelo! Nel Napoletano naturalmente noterai nocumento, necrosi. O. Oggi osservi ospitale oppido ove operava Ortese; ordunque otterrai oblio, obitorio ovvero oltretomba. P. Per poter passeggiare per Partenope, Posillipo, Portici, Piazza Plebiscito, presto perirai, perdendo precocemente possibilità per persistere. Q. Quassù quoterai questi quartieri, quali qualunque, quali qualificati, quali queruli (quanti questuanti!), quali quattrinosi. Quel quid quaglierà. Quindi quatto quatto quiescerai, quondam. R. Rimiri rutilante regione, resti romani, ritratti rinascimentali, ricordi risorgimentali, remoto regno recentemente repubblicano, reliquie religiose riliquefatte. Rincasando rilascerai respiro, raggiungerai riposo, resterai rigido. Requiem. S. Sei su strada Spaccanapoli. Spassatela; susseguentemente sarai spacciato, schiatterai. T. Tu, turista, tocchi terra tirrenica, tutto tronfio: tragitti trafficati, trattorie tipiche, traghetti tumultuanti. Ti travolgono tante tenerezze: tenori, tarantelle, triccheballacche, Totò. Troisi. Trapasserai. U. Un'urbe universale, un'umanità unica, unghiate umoristiche, usanze ubriacanti. Ultima ubicazione: urna. V. Visitato Vesuvio, vita vi vola via. E alla fine, proprio per scommessa: Z. Zona zuzzurellona. Zigzaghi, zoomi, zittisci. Zac: zombie.