Sembrano appunto di vetro le parole dei palindromi, che si leggono di qua e di là.
Oggi si conclude la personale di Tina, che ci ha impegnati questa settimana (da domani incomincerà la pubblicazione dei cruciverba quotidiani di agosto)
Troppa gente in negozio
O ressa: passerò.
Si è arreso e soffre
È mega-resa. La sera geme.
Poeta vigliacco
*C'eri.
Rapsodia.
Laido sparire.
Appunto rapsodico, ed ermetico, è il prossimo palindromo:
È rossa, l'acre colata l'amava, l'Etna,
se per amar era mare pesante, lava malata.
Lo cerca, l'Asso Re.
Chiarissimo invece il riferimento al tragico incidente della Concordia e del comandante Schettino in quest'altro:
Ilare la vira. Viva riva l'era lì.
Un palindromo che scocca un sinistro rintocco:
*Parole di vetro. Morte vide l'ora.
«*Segna i pesi, se piange» è un doppio gioco enigmistico, di Tina.
Come meccanismo è un antipodo palindromo, e infatti c'è un asterisco vicino all'iniziale S.
Come significato, invece, è un indovinello bizzarro, a doppio senso. La soluzione è: il piatto (con ambiguità fra il piatto del poker e quello della bilancia). I palindromi sono così: prima li si fa, poi si cerca di dargli un senso. In questo caso di sensi Valentina ne ha trovati due.
A volte il palindromo offre un senso assolutamente univoco, come nel classico dell'enigmista Mattia: «Essa t'evita le relative tasse», che parla dell'evasione fiscale (o, forse più precisamente, dell'elusione).
A volte non è troppo difficile immaginare una situazione da collegare al palindromo, come in quest'altro palindromo di Tina:
Triage affollato
Ore. Voci. Ricovero.
A volte il compito è pressoché impossibile, come in uno dei miei palindromi preferiti, quello che pone un'alternativa manicomiale:
O mordo tua nuora, o aro un autodromo.
Bisogna immaginarsi un nevrastenico che si rivolge a un suocero o una suocera, nei pressi di Monza o a Imola. Potrebbe essere la storia di un coltello prestato e restituito in cattive condizioni da una sposina benintenzionata a una vecchia psicopatica:
*Data lama recò, usata mal, a l'amata suocera malata.
Oggi si conclude la personale di Tina, che ci ha impegnati questa settimana (da domani incomincerà la pubblicazione dei cruciverba quotidiani di agosto)
Troppa gente in negozio
O ressa: passerò.
Si è arreso e soffre
È mega-resa. La sera geme.
Poeta vigliacco
*C'eri.
Rapsodia.
Laido sparire.
Appunto rapsodico, ed ermetico, è il prossimo palindromo:
È rossa, l'acre colata l'amava, l'Etna,
se per amar era mare pesante, lava malata.
Lo cerca, l'Asso Re.
Chiarissimo invece il riferimento al tragico incidente della Concordia e del comandante Schettino in quest'altro:
Ilare la vira. Viva riva l'era lì.
Un palindromo che scocca un sinistro rintocco:
*Parole di vetro. Morte vide l'ora.
«*Segna i pesi, se piange» è un doppio gioco enigmistico, di Tina.
Come meccanismo è un antipodo palindromo, e infatti c'è un asterisco vicino all'iniziale S.
Come significato, invece, è un indovinello bizzarro, a doppio senso. La soluzione è: il piatto (con ambiguità fra il piatto del poker e quello della bilancia). I palindromi sono così: prima li si fa, poi si cerca di dargli un senso. In questo caso di sensi Valentina ne ha trovati due.
A volte il palindromo offre un senso assolutamente univoco, come nel classico dell'enigmista Mattia: «Essa t'evita le relative tasse», che parla dell'evasione fiscale (o, forse più precisamente, dell'elusione).
A volte non è troppo difficile immaginare una situazione da collegare al palindromo, come in quest'altro palindromo di Tina:
Triage affollato
Ore. Voci. Ricovero.
A volte il compito è pressoché impossibile, come in uno dei miei palindromi preferiti, quello che pone un'alternativa manicomiale:
O mordo tua nuora, o aro un autodromo.
Bisogna immaginarsi un nevrastenico che si rivolge a un suocero o una suocera, nei pressi di Monza o a Imola. Potrebbe essere la storia di un coltello prestato e restituito in cattive condizioni da una sposina benintenzionata a una vecchia psicopatica:
*Data lama recò, usata mal, a l'amata suocera malata.