Lessico e Nuvole

Sposano. Posano? Osano?

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Questa settimana è dedicata alle puntate della rubrica uscite sui Venerdì di Repubblica in agosto.

Nel primo Venerdì di agosto, lo scorso, abbiamo incominciato a vedere parole che si vanificano per successivi scarti di iniziale. A me inizialmente ne hanno parlato due lettori, separatamente. Il primo si chiama Davide e tra le parole che ha proposto c'è la voce verbale risposano. Si passa dal desueto isposano, dal normale e non iterato sposano, quindi da posano, osano. Fine della sequenza di verbi: si procede con sano, con ano (la paroletta che gli enigmisti non osano, perlappunto, usare, per tradizionale pudicizia, ma sarebbe loro utile come le varie ito, ali, Eno, eccetera); infine la negazione no e la congiunzione o. Con adeguata punteggiatura diventa quasi una storia: la storia di qualcuno che si opponga violentemente al matrimonio gay, sostenendo che chi lo vuole è solo un provocatore in cerca di pubblicità. Ma ci vuole fantasia.
    
Piuttosto, applicherei il gioco proprio al nome di Davide. Vi trovo, per decapitazioni successive: avide, la voce verbale vide, e poi ide, de, e. Intuisco la vostra perplessità: e è una congiunzione; de è la particella di molti cognomi (De Filippo, De Filippi, De Nicola, et de hoc satis). Ma ide? L'ideatore del gioco, appunto, ammette le parole che si trovano sul vocabolario, flessioni incluse ma sigle escluse. Ide sul vocabolario è presente come sigla, ma anche come -ide, suffisso di diversi compositi, come l'anidride e il saccaride.
    
È poi intervenuto Cesare Ciasullo, con tre parole di ben dieci lettere: Prelazione, Premozione, Svenazione.  E' necessario ricorrere al lessico degli arcaismi nei casi di lazione (arcaico per "portamento, movimento"); elazione ("alterigia, superbia"); premozione (predeterminazione, nella tomistica); svenazione (derivato di "svenare", in alternativa a "svenamento"); venazione ("caccia"). E ozione? Il Gradit di De Mauro la registra come un'opzione alternativa a ozione. Invece zione non rimanda solo a Paperopoli: almeno nel centro-Italia lo zione è il fratello di un nonno (e dovrebbe essere proprio il caso di Paperone e Qui Quo e Qua); in Sicilia lo troviamo nel Gattopardo, impiegato da Tancredi per don Fabrizio: "ma grazie, zione, e a presto".