✕

Notte di luna piena, note d'una pena

1 minuti di lettura
Questa settimana è dedicata alle puntate della rubrica uscite sui Venerdì di Repubblica in agosto.

Ogni tanto cito quel sonetto di Luigi Groto che parla in un verso dell'amore sacro e nell'altro dell'amore profano, a dimostrazione che il rovescio è sempre opera del diavolo. L'amore sacro è: "Fortezza e senno Amor dona, non tolge"; l'amore profano sono le stesse parole lette in ordine contrario: "Tolge, non dona Amor senno e fortezza", e così via in ognuno dei tredici versi seguenti.
    
Nel senso non va molto diversamente con una poesia che mi ha mandato Bob Otti. La prima versione dice: "Credere, / spendere tempo.  / Alla luna aspirare, / impicciarsi, costruire la resistenza: vita". Insomma, una sorte di Yes, we can. Come si fa a ribattere con un No, we can't? Bob è un virtuoso dello scarto ed è togliendo una lettera a ogni parola che il senso della sua poesia si ribalta: "Cedere, /…
Questa settimana è dedicata alle puntate della rubrica uscite sui Venerdì di Repubblica in agosto.

Ogni tanto cito quel sonetto di Luigi Groto che parla in un verso dell'amore sacro e nell'altro dell'amore profano, a dimostrazione che il rovescio è sempre opera del diavolo. L'amore sacro è: "Fortezza e senno Amor dona, non tolge"; l'amore profano sono le stesse parole lette in ordine contrario: "Tolge, non dona Amor senno e fortezza", e così via in ognuno dei tredici versi seguenti.
    
Nel senso non va molto diversamente con una poesia che mi ha mandato Bob Otti. La prima versione dice: "Credere, / spendere tempo.  / Alla luna aspirare, / impicciarsi, costruire la resistenza: vita". Insomma, una sorte di Yes, we can. Come si fa a ribattere con un No, we can't? Bob è un virtuoso dello scarto ed è togliendo una lettera a ogni parola che il senso della sua poesia si ribalta: "Cedere, / pendere temo. / All'una spirare. / Impiccarsi / ostruire l'esistenza: via".

Lo trovo meraviglioso. Per alcuni questi versi saranno magari scarti della poesia, ma io ci leggo la poesia degli scarti.

Un altro esercizio di Bob Otti, analogo al primo nel funzionamento, oscilla sull'asse "Ed è subito sera / Ed è subito pera". La versione di partenza è infatti idilliaca: "Notte / di luna piena, / festiva. / L'Orsa dia perle, sorrida./ Spanda / dalle dune / dolcore e lentisco. / Il vago frinire". La seconda versione potrebbe avere come titolo il mesto cliché giornalistico dell'"ultimo viaggio": "Note / d'una pena / estiva: / ora di pere / orrida spada / alle due. / Dolore lenisco. / L'ago: finire".

Se mettete in parallelo queste due versioni, vedrete che rispetto all'esempio di prima si introduce una complicazione: le parole cambiano funzioni sintattiche e le frasi si ristrutturano: "L'Orsa dia perle, sorrida. / Spanda" diventa: "ora di pere / orrida spada...".

Insomma, un esercizio non proprio per tutti. A differenza che nei rovesciamenti, dove i versi sono solo due, con gli scarti le parole in gioco possono essere anche molte di più (visita / vista / vita / via / va). Sarà possibile costruire poesie degli scarti in tre versioni? O quattro?