Lessico e Nuvole

Cosa dire della signora?

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Ci vorrebbe un file audio, ma se vi dico (non se vi scrivo): "ho fatto una conferenza su Dante" almeno uno su cento penserà che parlare in pubblico aumenta la mia traspirazione.

Il linguaggio comune è pieno di trappole del genere "su Dante / sudante". Io mi pongo il problema ogni volta che devo parlare di una trasmissione "in diretta" oppure di quel genere enigmistico poetico di cui non ho mai trovato un nome alternativo a "giochi in versi" (ed è facile capire "giochi inversi").

Se accenti e pronunce lo consentono una sequenza di suoni può essere interpretata in modi anche rovinosamente diversi. Su Facebook in questi giorni ho visto tornare fuori una divertente sequenza di loghi e insegne inavvertitamente ambigui. Uno faceva al caso nostro: la scritta KIDS EXCHANGE (associazione per ospitare bambini in famiglie lontane) era scritta senza un gran margine fra la S e la E, e quindi poteva essere letta anche come KID SEX CHANGE (cambiamento di sesso in età infantile). Una sventatezza che ricorda quella dei signori Secchi che imposero a una loro neonata il nome Dorina (se i nomi fossero davvero numi e auspici, saranno andati in bancarotta con l'acquisto di pannolini).

Ogni volta che parlo di questo argomento mi arrivano email con l'esempio a. "lascia l'ascia" o b. "l'ascia lascia la scia" o ancora c. "lascia l'ascia e accetta l'accetta": a. è diverso da b. ed entrambi sono diversi da c.

Una certa sequenza italiana può essere letta in quattro modi diversi:

signora che s'offre
s'ignora che soffre
signora che soffre
s'ignora che s'offre.

E qui siamo già in zona enigmistica.