Lessico e Nuvole

La pompa di Epaminonda

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Il grande enigmista Aldo Santi (in arte Il Duca Borso) aveva una tenuta a Vignola, nel modenese, amministrava i suoi poderi e collezionava libri di enigmistica, in una biblioteca che evaporò dopo la sua morte (e dopo le visite di altri bibliofili dell'enigmistica). A metà del Novecento Santi aveva convinto l'editore Sansoni a pubblicare la propria Bibliografia dell'Enimmistica, un'opera non del tutto amatoriale ma neppure scevra da errori, che comunque è ancor oggi utile per gli studi storici nel settore (o per meglio dire: "preistorici": prima del 1894 si può parlare di enigmistica quasi solo per metafora).
    
Cento anni fa e uno, nel novembre del 1912, Santi pubblicava sulla rivista Il filo d'Arianna, da lui fondata e diretta, una "Bizzarria crittografica". Esposto: VIAGGIANDO IN AUTOMOBILE. Soluzione: A dire si fa presto. La soluzione si spiega con una diversa divisione delle lettere: "Ad ire si fa presto".
    
A quell'epoca esisteva già un gioco del genere, ma fatto su una parola sola. Esempio di base: IERI. Soluzione: Discorso (dì scorso). Questo gioco aveva un nome che oggi fa ridere: "monoverbo a pompa". Penso che con "pompa" si volesse rendere l'idea di un "allungamento" della parola. Nella sciarada una parola ne produce due, "staccate", ovvero sintatticamente autonome (esempio: calamari = cala / mari). Nella sciarada a pompa una parola si spezza in due o più parole sintatticamente collegate (esempi: Ventimiglia = venti miglia; melodia = me lo dia). Esempio buffo: SON PIENO DI GRASSO. Soluzione: Epaminonda (Epa m'inonda).
    
Nella "bizzarria" di Aldo Santi la stessa cosa succede fra più parole: "a dire" e "ad ire". Per lo storico della crittografia Cesare Pardera (in arte Ciampolino) questo è il primo esempio di un delizioso gioco enigmistico che successivamente si sarebbe chiamato "crittografia a frase".