Lessico e Nuvole

Caos chiasmo

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"Il cuore ti porta dove va": è un esempio semplice, direi di base, del gioco che ho chiamato "anagramma di parole". Nome sbagliato: "anagramma" evoca la lettera (-gramma) e quindi "anagramma di parole" rappresenta un controsenso, come l'indimenticabile orchestrina di liscio che si chiamava "Romagna d'Abruzzo".
    
Lo chiamerò così: "caos-chiasmo". Se nel chiasmo (semplifico) c'è uno scambio di due estremi ("mangiare per vivere, vivere per mangiare"), nel caos-chiasmo ogni elemento cambia di posto, come con la frase all'inizio che permuta le parole di "Và dove ti porta il cuore" (và = va: anche negli anagrammi gli apostrofi non si considerano).
    
Prendiamo ora questo titolo: "Un verme ricerca grazie. / A noci di betel contro "ringiovanito": l'invecchiamento passi avanti". Può sembrarvi un modo severo per parlare di una contestazione orientale nei confronti di un tale che le prova tutte per sfuggire al tempo e alla giustizia umana. Beh, proprio non riuscite a pensare ad altro: è in realtà il caos chiasmo del titolo "Ricerca, passi avanti contro l'invecchiamento. / Un verme "ringiovanito" grazie a noci di betel".
    
L'esito del gioco diventa più spettacolare quanto più le parole mutano funzione sintattica e interpretazione: qui càpita a ricerca, grazie e passi.

Un altro esempio viene invece da un incipit letterario: "Gli era il destino: amare sempre delle mandorle. Degli amori contrastati ricordava l'odore inevitabile". L'originale è: "Era inevitabile: l'odore delle mandorle amare gli ricordava sempre il destino degli amori contrastati". (Gabriel García Márquez, L'amore ai tempi del colera). A cambiare significato e funzione è amare (aggettivo e verbo).

Irriverente l'anagramma del titolo di Repubblica dell'11 settembre: "Francesco risponde a Scalfari: Dio persona chi segue la propria coscienza". Viene fuori così: "Francesco Scalfari risponde a la propria coscienza: perdona chi segue Dio". Oppure può essere il titolo del primo articolo di una serie, in un rotocalco popolare: "Chi. La coscienza propria a Dio perdona Francesco. Scalfari risponde (segue)".