Ho chiamato «Caos chiasmo», con implicito omaggio a Sandro Veronesi, il gioco in cui si «anagrammano» le parole di una frase, lasciandole immutate ma disponendole in un ordine diverso. È un gioco ben presente a chi ha acquistato le confezioni chiamate «Magnetic Poetry», dove ogni singola parola occupa un piccolo segmento di plastica che si può fissare a una superficie metallica,, per comporre frasi. Alcuni pensano che è proprio così che funziona il linguaggio. Alessandro Manzoni avrebbe idealmente pescato prima il magnete «Quel», poi il magnete «ramo», poi il magnete «del», poi »lago»... eccetera. In realtà il linguaggio non pare affatto funzionare così, come una macchina «a stati finiti». Ciò non toglie che nel gioco si può fare come se il linguaggio si comporti effettivamente così. Le parole non esistono, tuonano i linguisti. Neanche i fantasmi, esistono: eppure ci godiamo le storie di fantasmi.
Io dico «mangiare per vivere», poi dico «vivere per mangiare». Stesse parole, significato ben diverso. Questo è un chiasmo. Se lo rendo caotico, applicando il principio a più parole, posso ottenere effetti anche più stranianti. Per celebrare il ritorno di Rafa Nadal al vertice del tennis mondiale, il lettore che si firma Bob Otti mi scrive: «Il suo rovescio ha ogni medaglia». Bello no? È stato Bob Otti il primo ad applicare il principio che «caos chiasmo» ai proverbi. L'ha fatto con scrupolo, senza modificare concordanze di numero o genere, senza aggiungere apostrofi, lasciando le parole intatte. I suoi esempi sono: (Regista ottimo nel casting):
È chi, di natura, capisce la sua: non scrittura un asino. (Cammino infernale)
È perseverare umano. È diabolico errare. (La supplente viene ammirata nelle sue fattezze) La vita della maestra è storia. (Analisi "fai da te" di Eva). Torno al giorno di una mela, leva il medico! (Cassazione per Berlusconi) La corte: bugia ha le gambe.
Nell'ultimo esempio, due parole (al quanto) lette consecutivamente ne formano una sola (al quanto = alquanto): (Presidio Slow Food): Sapere al quanto buono, non contadino, è far le pere con il formaggio.
Io dico «mangiare per vivere», poi dico «vivere per mangiare». Stesse parole, significato ben diverso. Questo è un chiasmo. Se lo rendo caotico, applicando il principio a più parole, posso ottenere effetti anche più stranianti. Per celebrare il ritorno di Rafa Nadal al vertice del tennis mondiale, il lettore che si firma Bob Otti mi scrive: «Il suo rovescio ha ogni medaglia». Bello no? È stato Bob Otti il primo ad applicare il principio che «caos chiasmo» ai proverbi. L'ha fatto con scrupolo, senza modificare concordanze di numero o genere, senza aggiungere apostrofi, lasciando le parole intatte. I suoi esempi sono: (Regista ottimo nel casting):
È chi, di natura, capisce la sua: non scrittura un asino. (Cammino infernale)
È perseverare umano. È diabolico errare. (La supplente viene ammirata nelle sue fattezze) La vita della maestra è storia. (Analisi "fai da te" di Eva). Torno al giorno di una mela, leva il medico! (Cassazione per Berlusconi) La corte: bugia ha le gambe.
Nell'ultimo esempio, due parole (al quanto) lette consecutivamente ne formano una sola (al quanto = alquanto): (Presidio Slow Food): Sapere al quanto buono, non contadino, è far le pere con il formaggio.