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La bile t'assista

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Il gioco del tassista animista mi sta già quadruplicando la razione annuale di messaggi con giochi come «lascia l'ascia». Io cerco di circoscrivere il gioco al nesso «articolo + sostantivo + aggettivo» o «articolo + aggettivo + sostantivo», ammesso che sia sempre possibile distinguere. L'esempio di Alessandra Celano da cui siamo partiti era: «un animista unanimista».  Il sostantivo dovrebbe essere «animista», ma la mano sul fuoco io non ce la metterei.

Ieri ho corredato la bella sciarada di Alessandra Celano con due esempi epigonali di vergognosa modestia: «un no unno» e «un torello untorello». Ci sono quelli che giocano con le parole per fare ridere. Ci sono quelli che giocano con le parole per vincere premi. Ci sono poi quelli che giocano con le parole per vedere sino a dove riescono ad arrivare, quanto si possa andare avanti.  Un bel gioco dura poco, un gioco stolto dura molto.

Quind…
Il gioco del tassista animista mi sta già quadruplicando la razione annuale di messaggi con giochi come «lascia l'ascia». Io cerco di circoscrivere il gioco al nesso «articolo + sostantivo + aggettivo» o «articolo + aggettivo + sostantivo», ammesso che sia sempre possibile distinguere. L'esempio di Alessandra Celano da cui siamo partiti era: «un animista unanimista».  Il sostantivo dovrebbe essere «animista», ma la mano sul fuoco io non ce la metterei.

Ieri ho corredato la bella sciarada di Alessandra Celano con due esempi epigonali di vergognosa modestia: «un no unno» e «un torello untorello». Ci sono quelli che giocano con le parole per fare ridere. Ci sono quelli che giocano con le parole per vincere premi. Ci sono poi quelli che giocano con le parole per vedere sino a dove riescono ad arrivare, quanto si possa andare avanti.  Un bel gioco dura poco, un gioco stolto dura molto.

Quindi è con stoltezza insistita che ho pensato di cambiare articolo. Con «un» usciva molto poco. Mai come con «lo» da cui non è uscito proprio niente. Poca soddisfazione anche da «le»:

CERTE SICARIE: Le tali letali
LESTE, LE STESE: Le prone leprone.

Per quest'ultimo ho scelto un esposto che fa il verso al gioco, tanto è un esempio platealmente assurdo. Però ho controllato: «leprona» si può dire, anche se negli accrescitivi spesso i sostantivi femminili diventano maschili (persino «donna» diventa spesso «un donnone»). In francese (e solo per l'occhio, cioè per lo scritto) invece c'è un famoso esempio, dove le cerbiatte (biches) si amano fra loro.