Ci sono parole di otto lettere che rendono possibili otto anagrammi, in ognuno dei quali si scarta una lettera diversa? Questo è il limite a cui arriva Paolo Grimaldi, l'inventore del gioco,
In epoca di sport e Olimpiadi invernali, prendiamo ad esempio la parola "sciatore". Se togliamo la S si anagramma in "erotica"; se togliamo la C, otteniamo "osteria"; se togliamo la I, "certosa"; se togliamo la A, "coriste"; se togliamo la T, "rosacei" (o anche "scoiare"); se togliamo la O, "sterica" (in chimica, "sterico" significa: che riguarda lo spazio; la "formula sterica" è quella che rappresenta spazialmente gli atomi di una molecola); se togliamo la R, "società"; se togliamo la E, "castori". A parte due rarità, una per desuetudine ("rosacei"), l'altra per settorialità "sterica) sono "belle" parole, e comuni.
Altro tentativo, partendo da "Calimero". Qui c'è subito un possibile passo falso. Per l'anagramma senza C Grimaldi propone "merlaio", che però io non trovo. Esiste "omerali" (paramenti sacerdotali) ed esiste "mariole" (donne birbanti). Poi si procede più pianamente. Senza A, "ricolme". Senza L, "omerica". Senza I, "reclamo". Senza M, "calorie". Senza E, "clamori". Senza R, se non si vuole appurare l'esistenza di qualche "Micaelo", dobbiamo ricorrere ancora alla chimica: "maleico" (derivato da mele). Con O saremo felici di spargere "lacrime", brutta cosa ma bella parola.
Il terzo tentativo completo di Grimaldi è su "Senatori": senza S, "aretino"; senza E, "insorta"; senza N, "osteria"; senza A, "sentori" (o "tensori"), senza T, "Arsenio"; senza O, "sartine"; senza R, "Estonia"; senza I, "stonare".
Ovviamente ci sono lettere che si prestano meglio al gioco. Con una sola lettera diversa rispetto a "senatori" e due da "sciatore" provo con "Notarile": senza N, "Altiero"; senza, "ralenti"; senza T, "orinale" (pardon); senza A, "inoltre"; senza R, "anelito"; senza I, "alterno"; senza L, "aretino"; senza E, "rantoli". Ma perché in enigmistica una parola può essere più "bella" di un'altra?
In epoca di sport e Olimpiadi invernali, prendiamo ad esempio la parola "sciatore". Se togliamo la S si anagramma in "erotica"; se togliamo la C, otteniamo "osteria"; se togliamo la I, "certosa"; se togliamo la A, "coriste"; se togliamo la T, "rosacei" (o anche "scoiare"); se togliamo la O, "sterica" (in chimica, "sterico" significa: che riguarda lo spazio; la "formula sterica" è quella che rappresenta spazialmente gli atomi di una molecola); se togliamo la R, "società"; se togliamo la E, "castori". A parte due rarità, una per desuetudine ("rosacei"), l'altra per settorialità "sterica) sono "belle" parole, e comuni.
Altro tentativo, partendo da "Calimero". Qui c'è subito un possibile passo falso. Per l'anagramma senza C Grimaldi propone "merlaio", che però io non trovo. Esiste "omerali" (paramenti sacerdotali) ed esiste "mariole" (donne birbanti). Poi si procede più pianamente. Senza A, "ricolme". Senza L, "omerica". Senza I, "reclamo". Senza M, "calorie". Senza E, "clamori". Senza R, se non si vuole appurare l'esistenza di qualche "Micaelo", dobbiamo ricorrere ancora alla chimica: "maleico" (derivato da mele). Con O saremo felici di spargere "lacrime", brutta cosa ma bella parola.
Il terzo tentativo completo di Grimaldi è su "Senatori": senza S, "aretino"; senza E, "insorta"; senza N, "osteria"; senza A, "sentori" (o "tensori"), senza T, "Arsenio"; senza O, "sartine"; senza R, "Estonia"; senza I, "stonare".
Ovviamente ci sono lettere che si prestano meglio al gioco. Con una sola lettera diversa rispetto a "senatori" e due da "sciatore" provo con "Notarile": senza N, "Altiero"; senza, "ralenti"; senza T, "orinale" (pardon); senza A, "inoltre"; senza R, "anelito"; senza I, "alterno"; senza L, "aretino"; senza E, "rantoli". Ma perché in enigmistica una parola può essere più "bella" di un'altra?