Lessico e Nuvole

Triangoli isosceli e triangoli equilateri

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Se avete seguito la rubrica di questa settimana avrete notato che ho impaginato gli anagrammi a scarto in forma di triangolo: la parola, meno la lettera da sottrarre, a capo la parola ottenuta, meno la lettera da sottrarre. Quelli ottenuti sinora sono tutti triangoli rettangoli e (enigmisticamente) isosceli. Questo perché in due lati, quello superiore (escluso il sottraendo) e l'ipotenusa, sono formati dalle medesime lettere.

RENZI - Z
NERI - N
IRE - I
RE - R
E
    
Si legge Renzi nella prima riga (Z a parte) e ZNIRE nell'ipotenusa. Non può non essere così perché il lato superiore è la parola da anagrammare e l'ipotenusa è formata dalle lettere scartate, che alla fine risultato essere tutte quelle scartate.

Primo problema: è possibile fare in modo che l'ipotenusa ripeta la parola di partenza nell'ordine corretto, senza bisogno di anagrammi?

Ora guardate questo triangolo:

Primo Levi - P
Limivore - I
Volermi - V
Remoli - R
Emoli - E
Milo - M
Oli - O
Li - L
I

Non ne vado fiero, è pieno di parole rare ("limivoro" = che si ciba di fango) o desuete ("remolo", brezza: "emolo" arcaico per "emulo"). Ma era un esperimento per ottenere il primo triangolo rettangolo enigmisticamente equilatero, in cui cioè le stesse lettere si leggessero anche sul lato verticale, composto dalle iniziali delle parole.

Si può fare di meglio, ma non è un esercizio facile.

Per fortuna che ora c'è il weekend e si può riposare.