Lessico e Nuvole

Una parola, una parola sola

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Ci sono parole che fanno frase da sole, come le esclamazioni (Piantala!)  o come in quel celebre aforisma di Franco Fortini, titolo: "A Carlo Bo", testo: "No!". Se tutta la linguistica del Novecento ha dimostrato che la parola "non esiste", cioè è un'unità poco pertinente per l'analisi, il trattamento elettronico e telematico ha ridato centralità a quell'unità. Noi qui ci chiamiamo "Lessico e Nuvole" da prima che si sentisse parlare delle "word clouds", le nuvole di parole con cui nei siti si riassumono e si evidenziano i termini più ricorrenti in un dato discorso. Certo, le nostre sono nuvole fumettare e screziate, nuvole amletiche in cui vedere cammelli (senza pagarli), donnole e balene.

Però come è bello quando si cerca l'anagramma di un nome-e-cognome e se ne trova uno costituito da una singola parola! È quello che è capitato a Bob Otti (Nuoro) quando ha tratto dal nome-e-cognome del nuovo presidente regionale della Sardegna, Francesco Pigliaru un fantastico "pluriscenografica". Così si è autocommentato, su Facebook: "Non è bellissimo, lo so,... tuttavia racchiude un certo senso di spaesamento nel vedere la composizione della nuova squadra in Consiglio Regionale. ... mi ricorda la sensazione (in quel caso piacevole) che provo in teatro quando un cambio di scenografia modifica improvvisamente la mia percezione dello spazio e del tempo. E' di sinistra? E' di centro sinistra? E' di centro-centro sinistra?".
    
Qualche settimana dopo è toccato a me, nel giorno in cui il commissario alla spending review ha presentato gli allarmanti risultati del suo lavoro - tagli su tagli - scoprire che "Carlo Cottarelli = riaccoltellator". Sono anagrammi a cui non si chiede, in realtà, né bellezza né particolare pertinenza. Quando ci sono è meglio, certo: ad esempio, il bilocato "Padre Pio" si anagramma in "doppiare". Ma anche in esempi più stravaganti, come "Tazio Nuvolari = rivoluzionata" o sgraziati come "Valerio Magrelli = rallegriamoveli" brillano barlumi sintomatici. Di cosa, non chiedetelo all'anagrammista.