Per affetto, non per appropriazione indebita, vorrei chiamarli "i nostri poeti" e inaugurare la sezione "Metrica e Nuvole" della rubrica. Alessandra Celano, Bob Otti, Beppe Varaldo sono quelli più attivi negli ultimi tempi, con la new entry del giovanissimo Andrea Corradini.
Oggi è il turno di Bob Otti, a cui è tornata la vena della poesia a scarti. Recentemente ne ha pubblicate tre su Facebook.
Prima poesia: "Pensando a Dio, / credo a sicure emozioni. / Ho, svelto, piene risposte, / disdegnando quesiti amorfi, / distanti, estorti".
Togliendo una singola lettera a ogni singola parola, ecco la nuova versione: "Penando, io /creo scure mozioni. / O svelo pene riposte / disegnando questi amori, / istanti storti".
Leggendo un exploit del genere è facile concentrarsi sulle parti più virtuosistiche. Per esempio io resto impressionato dal passaggio "disdegnando quesiti amorfi" / "disegnando questi amori".
Un'altra poesia a scarti di Bob Otti, intitolata "In levare": "Intorno altri raccordi. /Rumori, tuoni, / notte, tenebre. / Inverno: / sul pianto immortale /sofferti guardi allargati". Dopo gli scarti di lettera diventa: "Intono alti accordi. /Umori, toni, / note tenere. / Invero, / su piano immorale,/ offerti guadi allagati".
Terza poesia: "Spesso ammaliato / amai della mia donna / trepidi sensi. / Pensoso volto / angelo da corona triste / cuore di luna santa / e mortale". Dopo gli scarti di lettera: "Sesso ammalato / mai ella mi dona / tepidi seni. / Penoso volo: / anelo a corna, trite cure / d'una sana morale".
Il punto, con la poesia à contrainte (cioè sottoposta a vincoli), è che una contrainte come lo scarto di lettera rischia di far precipitare tutto nel nonsenso. Invece la buona "poesia artificiosa" (così padre Pozzi, in Poesia per gioco) invece riesce a dire qualcosa proprio a causa (e non malgrado) il fatto di essere vincolata. Nelle poesie di Bob Otti c'è la difficolta della contrainte ma oltre a questo c'è il fatto che le due parti della poesia il più delle volte hanno toni opposti: una è euforica, l'altra è triste.
Oggi è il turno di Bob Otti, a cui è tornata la vena della poesia a scarti. Recentemente ne ha pubblicate tre su Facebook.
Prima poesia: "Pensando a Dio, / credo a sicure emozioni. / Ho, svelto, piene risposte, / disdegnando quesiti amorfi, / distanti, estorti".
Togliendo una singola lettera a ogni singola parola, ecco la nuova versione: "Penando, io /creo scure mozioni. / O svelo pene riposte / disegnando questi amori, / istanti storti".
Leggendo un exploit del genere è facile concentrarsi sulle parti più virtuosistiche. Per esempio io resto impressionato dal passaggio "disdegnando quesiti amorfi" / "disegnando questi amori".
Un'altra poesia a scarti di Bob Otti, intitolata "In levare": "Intorno altri raccordi. /Rumori, tuoni, / notte, tenebre. / Inverno: / sul pianto immortale /sofferti guardi allargati". Dopo gli scarti di lettera diventa: "Intono alti accordi. /Umori, toni, / note tenere. / Invero, / su piano immorale,/ offerti guadi allagati".
Terza poesia: "Spesso ammaliato / amai della mia donna / trepidi sensi. / Pensoso volto / angelo da corona triste / cuore di luna santa / e mortale". Dopo gli scarti di lettera: "Sesso ammalato / mai ella mi dona / tepidi seni. / Penoso volo: / anelo a corna, trite cure / d'una sana morale".
Il punto, con la poesia à contrainte (cioè sottoposta a vincoli), è che una contrainte come lo scarto di lettera rischia di far precipitare tutto nel nonsenso. Invece la buona "poesia artificiosa" (così padre Pozzi, in Poesia per gioco) invece riesce a dire qualcosa proprio a causa (e non malgrado) il fatto di essere vincolata. Nelle poesie di Bob Otti c'è la difficolta della contrainte ma oltre a questo c'è il fatto che le due parti della poesia il più delle volte hanno toni opposti: una è euforica, l'altra è triste.