Un racconto di Natale non edificante
di Luigi Manconi , di Luigi ManconiNon pensiate che quanto segue costituisca un racconto edificante. Non c'è nulla di virtuoso né di educativo nella storia di Pietro se non Pietro stesso (e la sua mamma, ma questo è un altro discorso). Non c'è nulla di edificante perché tutto il contesto della pandemia e le sue implicazioni - comprese quelle derivanti da responsabilità umane e, in specie, politiche - ripropongono acutizzati i problemi drammatici del nostro sistema di welfare. Pietro, 21 anni, è affetto da una rara malattia metabolica che può comportare, nel caso anche di una semplice influenza, il rischio di un grave scompenso, capace di determinarne il coma.
Il giovane frequenta l'ultimo anno dell'istituto Cine-TV Roberto Rossellini di Roma, ma quel verbo - frequentare - va inteso con un notevole e creativo beneficio di inventario. Infatti, negli ultimi due anni, l'attività scolastica è stata, per lui, pressoché interamen…
Non pensiate che quanto segue costituisca un racconto edificante. Non c'è nulla di virtuoso né di educativo nella storia di Pietro se non Pietro stesso (e la sua mamma, ma questo è un altro discorso). Non c'è nulla di edificante perché tutto il contesto della pandemia e le sue implicazioni - comprese quelle derivanti da responsabilità umane e, in specie, politiche - ripropongono acutizzati i problemi drammatici del nostro sistema di welfare. Pietro, 21 anni, è affetto da una rara malattia metabolica che può comportare, nel caso anche di una semplice influenza, il rischio di un grave scompenso, capace di determinarne il coma.
Il giovane frequenta l'ultimo anno dell'istituto Cine-TV Roberto Rossellini di Roma, ma quel verbo - frequentare - va inteso con un notevole e creativo beneficio di inventario. Infatti, negli ultimi due anni, l'attività scolastica è stata, per lui, pressoché interamente virtuale.
Dal marzo dell'anno scorso non può recarsi a scuola a causa del virus da lui chiamato Gofis. Contro Gofis, Pietro conduce una vita assai attiva e movimentata: studia, canta, disegna, dipinge, costruisce marionette. E pensa. Intanto, si prepara a una nuova e ancora più dura lotta: a fine dicembre il suo assistente personale, Luca, sarà costretto a congedarsi perché lo attende un altro lavoro, più remunerativo di quello attuale, che non gli consente di vivere decorosamente. Quindi, nell'anno in cui Pietro dovrà affrontare l'esame di maturità, Luca potrà assisterlo per appena due giorni alla settimana.
La mamma: "Mi sembra che l'involucro, così faticosamente creato intorno a Pietro, si possa spezzare. Eppure, fino a ora siamo stati, per così dire, fortunati: siamo riusciti a mantenere sempre gli stessi amici così preziosi per una crescita basata su quella fiducia reciproca, che ora sembra incrinarsi".
Pietro, dal marzo 2020, non ha più abbracciato e non ha potuto più toccare i suoi compagni - è quella "carestia tattile" di cui ha parlato Laura Crucianelli. Fisioterapia online, scuola online, rapporti online.
"Viviamo tra mille burocrazie, incartamenti e ritardi infiniti. Dove sono gli aiuti promessi dalle istituzioni pubbliche?".
Il rischio - terribile - è che si possa tornare a un vecchio sistema di ghettizzazione, fatto di istituti per persone "speciali" che invece, come Pietro e tanti altri, vogliono continuare a vivere nelle proprie case, piene di colori e musica.
Come si diceva, di tutta questa vicenda malinconica, ciò che è edificante è Pietro stesso. Edificante nel senso che, alla lettera, sa "costruire". Come diceva, sessant'anni fa, Salvador Dalì ad Antoine: "Tu costruirai un ponte". Mi sembra che sia esattamente quello che dice Pietro in questo video.
Buon Natale.
Libertà/Illibertà: un racconto di Natale non edificante