Adolescenti in bilico tra crescita e fragilità
di Luigi Manconi , di Luigi ManconiLo scorso 11 maggio è stata celebrata, su iniziativa della Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza (Sinpia), la prima Giornata nazionale per la promozione del neurosviluppo, nell’ambito della settimana europea dedicata alla sensibilizzazione sulla salute mentale.
Per neurosviluppo si intende quel processo che porta il sistema nervoso a formarsi in età pre-natale e che, con la crescita dell’individuo, raggiunge una maturità “strutturale”. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità «i disturbi del neurosviluppo si manifestano nelle prime fasi e sono caratterizzati da deficit del funzionamento personale, sociale, scolastico o lavorativo». Il deficit può variare «da limitazioni molto specifiche dell’apprendimento fino alla compromissione globale delle abilità sociali e dell’intelligenza».
In occasione di questa Giornata, la Societ&agrav…
Lo scorso 11 maggio è stata celebrata, su iniziativa della Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza (Sinpia), la prima Giornata nazionale per la promozione del neurosviluppo, nell’ambito della settimana europea dedicata alla sensibilizzazione sulla salute mentale.
Per neurosviluppo si intende quel processo che porta il sistema nervoso a formarsi in età pre-natale e che, con la crescita dell’individuo, raggiunge una maturità “strutturale”. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità «i disturbi del neurosviluppo si manifestano nelle prime fasi e sono caratterizzati da deficit del funzionamento personale, sociale, scolastico o lavorativo». Il deficit può variare «da limitazioni molto specifiche dell’apprendimento fino alla compromissione globale delle abilità sociali e dell’intelligenza».
In occasione di questa Giornata, la Società di neuropsichiatria ha fornito un quadro assai preoccupante di quale sia lo stato di salute neuropsichico dei ragazzi e delle ragazze nel nostro paese. Sono quasi 2 milioni (tra il 10 e il 20% della popolazione infantile e adolescenziale) i minori che soffrono di disturbi neuropsichici dell’età evolutiva, con manifestazioni molto diverse tra loro per tipologia, decorso e prognosi.
La diffusione di queste “ferite invisibili” del bambino si evince dal Rapporto della Sinpia: aumentano all’aumentare della disparità sociale ed economica tra le famiglie. Secondo Chiara Costantino, terapista della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva, «l’incremento della patologia c’è stato ed è innegabile, specialmente a seguito della pandemia». E se questa patologia ha sia un’origine biologica sia un’origine ambientale, «la risposta tardiva della società rispetto all’insorgenza del disturbo, e della sanità rispetto alla diagnosi, finisce con l’inficiare la prognosi del disturbo stesso».
In realtà, dal momento in cui i genitori si rendono conto che il bambino manifesta una difficoltà a quando essa viene diagnosticata, possono passare anni. E anche quando individuata, può trascorrere molto tempo prima che il bambino acceda alle strutture pubbliche o convenzionate. A quel punto, «chi può si rivolge al privato e chi non può cerca sostegno in associazioni che non sempre hanno adeguate risorse professionali», così spiega la dottoressa Costantino: ci si aggrappa a ciò che ci si può permettere, finendo «per trovare un progetto riabilitativo che non è più pensato sul bambino, quanto sulla disponibilità che il servizio offre».
Alla luce di tutto ciò risulta urgente quel richiamo a un “universalismo proporzionato” di cui parla Emanuele Caroppo, psichiatra e psicoanalista: una prospettiva che prevede «politiche e strategie universali e proporzionate ai bisogni e al livello di svantaggio».
Una impresa enorme, va detto, ma intanto cominciamo a lavorare: ciascuno per la sua parte.