Ultima generazione, tre attivisti a processo per il Senato
di Luigi ManconiCome si ricorderà il 2 gennaio scorso, a Roma, alcuni attivisti di Ultima Generazione hanno imbrattato la facciata del Senato della Repubblica con una vernice lavabile di colore arancione. Gli autori del gesto sono stati fermati dalle forze di polizia e accusati di danneggiamento aggravato. Di conseguenza, venerdì 12 maggio si aprirà il processo a loro carico.
In quella occasione, fuori dal Tribunale, si terrà un presidio di solidarietà nei confronti degli imputati, Laura, Davide e Alessandro (26, 23 e 21 anni) . Secondo Ultima Generazione la loro azione intendeva "denunciare l'incapacità del governo italiano di affrontare l'emergenza climatica". Al presidio hanno aderito numerose organizzazioni e alcuni esponenti politici.
Nel frattempo, più di trenta avvocati hanno lanciato un appello per denunciare come le attività delle procure, nei confronti delle iniziative degli ambientalisti, abbiano "a volte assu…
Come si ricorderà il 2 gennaio scorso, a Roma, alcuni attivisti di Ultima Generazione hanno imbrattato la facciata del Senato della Repubblica con una vernice lavabile di colore arancione. Gli autori del gesto sono stati fermati dalle forze di polizia e accusati di danneggiamento aggravato. Di conseguenza, venerdì 12 maggio si aprirà il processo a loro carico.
In quella occasione, fuori dal Tribunale, si terrà un presidio di solidarietà nei confronti degli imputati, Laura, Davide e Alessandro (26, 23 e 21 anni) . Secondo Ultima Generazione la loro azione intendeva "denunciare l'incapacità del governo italiano di affrontare l'emergenza climatica". Al presidio hanno aderito numerose organizzazioni e alcuni esponenti politici.
Nel frattempo, più di trenta avvocati hanno lanciato un appello per denunciare come le attività delle procure, nei confronti delle iniziative degli ambientalisti, abbiano "a volte assunto caratteri fortemente repressivi, con contestazioni di reati spropositate rispetto ai fatti realmente accaduti e con la costruzione talvolta di "indagini-teorema"".
L'appello è stato diffuso in seguito alla decisione della Procura di Padova di contestare agli ambientalisti il reato di associazione per delinquere per aver organizzato alcune iniziative, tra le quali occupazioni e blocchi stradali, interruzioni di pubblico servizio, imbrattamenti di immobili pubblici e privati, manifestazioni non autorizzate e azioni nonviolente, come quella di incatenarsi alle transenne della Cappella degli Scrovegni.
L'udienza di venerdì prossimo sarà, dunque, significativa, ma già ora possono farsi alcune rapidissime considerazioni: 1) Si sta creando una enorme bolla dove si perde il senso delle proporzioni. Assimilare a una associazione per delinquere l'attività degli attivisti di Ultima Generazione è, sotto il profilo giuridico e sotto quello politico, una scelta sciagurata. E anche solo definire come "terroristi" i loro gesti è palesemente una sciocchezza. 2) Tutti i soggetti coinvolti (ahimè, anche gli ambientalisti) cadono nella trappola che tutti i soggetti coinvolti stanno allestendo: si parla pressoché esclusivamente delle forme di lotta - sempre criticabili e sempre modificabili - e pressoché mai del merito. Il che sembra confermare che, del cambiamento climatico, proprio non interessa un fico a nessuno. 3) Gli attivisti di Ultima Generazione applicano il metodo della non-violenza: violano con mezzi pacifici leggi e regolamenti, se ne assumono la responsabilità e ne affrontano le conseguenze anche sul piano giudiziario. Perché non riconoscerglielo? 4) Ultima generazione non è composta da ragazzini incoscienti, ma da persone responsabili, giovani adulti, non adolescenti. Di conseguenza, qualunque paternalismo nei loro confronti sarebbe insopportabile, come lo sarebbe un atteggiamento di lusinga e compiacimento. Ma la solitudine assoluta nella quale vengono lasciati anche da chi, come i sindaci, dovrebbe essere loro vicino, è ancora peggio.