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Tanto rumore per nulla

Le macchine dopo l'incidente di Casalpalocco dove ha perso la vita Manuel. Guidava lo youtuber Matteo di Pietro

 (ansa)
L’unica modifica presente in questo disegno di legge riguarda la sospensione della patente dai 7 ai 15 giorni, se si hanno meno di 20 punti
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Nel 1896 venne inventato il tachimetro, adattando alle automobili lo strumento di misurazione della velocità utilizzato sui treni. La prima multa per eccesso di velocità arrivò in tempi brevi. Walter Arnold, mentre attraversava un piccolo villaggio del Regno Unito, procedette a 13 km/h, ovvero ben 10 km/h oltre il limite consentito in quel tratto.
Facendo un semplice calcolo e tenendo conto dei limiti oggi prescritti per le città italiane (50 km/h) sarebbe come sorprendere un automobilista a viaggiare in centro a 216 km/h. È chiaramente una associazione bizzarra, ma l’idea che la velocità possa costituire un reale pericolo e che quindi debba essere controllata, sanzionata e ridotta, è questione attuale e oggi materia di discussione parlamentare.


In seguito al tragico incidente avvenuto a Casal Palocco, a Roma, si è rivelata tutta l’urgenza di intervenire in materia e di mostrare, ancora una volta, l’ossessione repressiva del Governo e della sua maggioranza.
Martedì scorso Matteo Salvini…

Nel 1896 venne inventato il tachimetro, adattando alle automobili lo strumento di misurazione della velocità utilizzato sui treni. La prima multa per eccesso di velocità arrivò in tempi brevi. Walter Arnold, mentre attraversava un piccolo villaggio del Regno Unito, procedette a 13 km/h, ovvero ben 10 km/h oltre il limite consentito in quel tratto.
Facendo un semplice calcolo e tenendo conto dei limiti oggi prescritti per le città italiane (50 km/h) sarebbe come sorprendere un automobilista a viaggiare in centro a 216 km/h. È chiaramente una associazione bizzarra, ma l’idea che la velocità possa costituire un reale pericolo e che quindi debba essere controllata, sanzionata e ridotta, è questione attuale e oggi materia di discussione parlamentare.


In seguito al tragico incidente avvenuto a Casal Palocco, a Roma, si è rivelata tutta l’urgenza di intervenire in materia e di mostrare, ancora una volta, l’ossessione repressiva del Governo e della sua maggioranza.
Martedì scorso Matteo Salvini, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, ha presentato i contenuti di un disegno di legge sulla sicurezza stradale. Non trattandosi di un decreto, dovrà essere approvato dal Parlamento e, dunque, potrà essere modificato, stravolto, integrato.


Il messaggio del ministro, a detta dello stesso, «è molto chiaro»: «se ti stronchi di canne, ti impasticchi in discoteca o sniffi a tempo perso e ti metti al volante, lucido sì o lucido no, io ti ritiro la patente e tu fino a tre anni la patente non la rivedi più». Ad aggiungere parole dai toni simili è stato il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara: «Dobbiamo dire ai ragazzi che hanno in mano un mezzo che li può portare in galera per tanti anni e se quel mezzo lo usano in modo scriteriato si rovinano la vita, perché l’omicidio stradale non fa sconti. […] Questa è una grande guerra purtroppo che crea migliaia di morti soprattutto fra i giovani e noi dobbiamo vincere questa guerra».


Le misure, al di là delle parole, sono sostanziali e quelle più importanti sono così sintetizzabili: l’obbligo di rispettare l’alcol zero in caso di superamento di un tasso alcolemico dello 0,8 (il limite è 0,5) e l’installazione dell’alcolock nella vettura per due anni; la condanna in caso di esito positivo del test che rileva sostanze stupefacenti nel corpo, senza la necessità di dimostrare che non si stia guidando in stato alterato (in altre parole: se mi faccio una canna oggi e domani prendo la macchina e mi fanno un test, risulto positivo e vengo sanzionato); il divieto di guidare automobili ad alta potenza non prima di tre anni dal conseguimento della patente; obbligo di targa, assicurazione e casco per i conducenti, anche maggiorenni, di monopattini elettrici.


Ma qual è la causa principale che determina la gran parte degli incidenti mortali? L’eccesso di velocità. Secondo alcuni dati forniti dall’Istat, in riferimento al 2021, l’eccesso di velocità è la ragione accertata o presunta di 642 incidenti mortali, 257 sulle strade urbane e 385 sulle strade extraurbane.


Ma altri dati colpiscono: l’Osservatorio Asaps, nel primo fine settimana di luglio ha registrato 40 decessi; nei quattro fine settimana di giugno 100 vittime; soltanto nei fine settimana dell’anno in corso 100 morti. Lo scorso sabato, a Roma, un altro incidente fatale: un’auto ad altissima velocità ha investito un’altra vettura ed è morta una donna di 67 anni.
Relativamente all’eccesso di velocità, tuttavia, l’unica modifica presente in questo disegno di legge riguarda la sospensione della patente dai 7 ai 15 giorni, se si hanno meno di 20 punti, nel caso si venga fermati in seguito a una serie di infrazioni, come la guida con il cellulare o la percorrenza contromano o, appunto, il superamento del limite di velocità.
Si casca con tutte le scarpe nella banalità, ma come evitare di dire: tanto rumore per nulla?

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