✕

Non dimentichiamo Mario Paciolla

Libertà/illibertà di lunedì 24 luglio 2023
2 minuti di lettura

“Vogliamo creare una memoria sociale, perché non esiste solo una verità processuale. Per farlo, raccontiamo la storia di Mario, affinché ci si faccia un’idea di chi era e del perché sia morto”.

Il 15 luglio scorso Anna Motta, madre di Mario Paciolla, ricorda con queste parole il figlio, il cooperante napoletano che fu ritrovato morto nella sua abitazione a San Vicente del Caguan, in Colombia, tre anni fa.

Da subito i genitori avevano intuito che ci fosse qualcosa che non quadrava nella prima ricostruzione fatta dalle autorità: l’ipotesi ufficiale, infatti, era che Paciolla si fosse tolto la vita.

Era nato a Napoli nel 1987 e in quella città si laurea in Scienze Politiche, per poi recarsi in Colombia nel 2016. Prima come volontario per due anni della Peace brigades international, organizzazione per la tutela dei diritti umani, e poi come cooperante delle Nazioni Unite. Il suo compito era quello di monitorare il corretto svolgimento degli accordi di pace tra governo e Forze armate rivol…

“Vogliamo creare una memoria sociale, perché non esiste solo una verità processuale. Per farlo, raccontiamo la storia di Mario, affinché ci si faccia un’idea di chi era e del perché sia morto”.

Il 15 luglio scorso Anna Motta, madre di Mario Paciolla, ricorda con queste parole il figlio, il cooperante napoletano che fu ritrovato morto nella sua abitazione a San Vicente del Caguan, in Colombia, tre anni fa.

Da subito i genitori avevano intuito che ci fosse qualcosa che non quadrava nella prima ricostruzione fatta dalle autorità: l’ipotesi ufficiale, infatti, era che Paciolla si fosse tolto la vita.

Era nato a Napoli nel 1987 e in quella città si laurea in Scienze Politiche, per poi recarsi in Colombia nel 2016. Prima come volontario per due anni della Peace brigades international, organizzazione per la tutela dei diritti umani, e poi come cooperante delle Nazioni Unite. Il suo compito era quello di monitorare il corretto svolgimento degli accordi di pace tra governo e Forze armate rivoluzionarie della Colombia (Farc), dopo decenni di guerra civile.

Nell’ultimo periodo la situazione politica e militare si era fatta più incandescente e nell’agosto del 2019 Paciolla scoprì un fatto che, secondo molti, ha avuto un peso notevole sulle circostanze della sua morte. Durante un bombardamento dell’esercito regolare su un accampamento di una cellula di dissidenti delle Farc, erano morti sette minorenni.

Pochi mesi dopo Paciolla comunica alla famiglia che sta per tornare in Italia, in attesa di decidere del proprio futuro. Vuole acquistare un biglietto aereo online ma incontra qualche difficoltà e, dunque, si fa indicare i dati della carta di credito di un parente.

Poi, completa l’acquisto e invia un messaggio Whatsapp alla madre: biglietto comprato. Il giorno dopo, il 15 luglio del 2020, verrà trovato morto con un lenzuolo legato al collo.

Per una ricostruzione puntuale di quanto è accaduto in quei mesi e di quante cose debbano ancora essere chiarite rimando all’articolo di Riccardo Rosa, apparso su NapoliMonitor in occasione dell’anniversario della morte di Paciolla.

Rosa ricorda che a breve anche la magistratura italiana dovrà esprimersi sulla richiesta di archiviazione (in Colombia, infatti, il caso è già chiuso).

Nell’articolo si trova un resoconto minuzioso di tutte le contraddizioni dell’indagine e di tutti i depistaggi, dei mancati approfondimenti e delle gravissime omissioni. Un coacervo inestricabile di comportamenti irregolari, che giungono a coinvolgere alti funzionari delle Nazioni Unite, e l’interesse diffuso a non perseguire il raggiungimento della verità.

Ancora una volta, a tenere accese l’attenzione su questa vicenda e a impedire che sia consegnata all’oblio c’è la determinazione dei familiari di Mario Paciolla.

Dunque, un interesse pubblico di prima grandezza - conoscere le ragioni della morte di un nostro connazionale all’estero - sembra affidato pressoché esclusivamente alla intelligenza e alla dedizione di una madre.



 

Leggi i commenti